Cammini spirituali in giro per il mondo

Lungo i cammini spirituali un pellegrino va in un tempio in myanmar

Tempo di lettura stimato: 8 minuti

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su pinterest
Condividi su email

Dopo aver terminato il Cammino di Santiago, potresti aver voglia di provare ad affrontare nuovi cammini spirituali, sia per la storia che li contraddistingue o semplicemente per visitare la parte del mondo in cui si snodano.

Ma ovviamente, oltre ai tanti itinerari ubicati in Spagna e Portogallo, esistono moltissimi sentieri che vengono percorsi per motivi religiosi e arricchimento spirituale in svariate parti del mondo, anche per il puro piacere trasmesso dal contatto con l’ambiente.

La pratica del lento incedere nella natura e dell’attività all’aperto si sta affermando sempre di più come l’espressione dell’esigenza di concedere tempo a sé stessi ma anche come modo ideale per combattere lo stress della vita frenetica che sempre più caratterizza le nostre città: i benefici ricevuti dal camminare sono numerosi e innegabili!

Qualunque sia la motivazione che ti porterà a metterti di nuovo in cammino, abbiamo selezionato dei percorsi in Italia, Francia e anche uno in Giappone, un paese che fa della meditazione e della spiritualità un cardine della propria cultura.

Indice dei contenuti:

"Abbandona le grandi strade, prendi i sentieri".

(Pitagora)

Cammini spirituali e pellegrinaggi

I percorsi che rientrano nell’accezione di “cammini spirituali” sono quelli che molte persone decidono di intraprendere in seguito ad avvenimenti personali particolarmente significativi o per motivazioni religiose. Quale è il cammino che meglio rappresenta questa tipologia? Ma ovviamente il Cammino di Santiago!

Qui parleremo di alcuni cammini che rientrano a buon titolo in questa categoria, cercando di definirli utilizzando alcuni parametri per distinguerli dal normale trekking naturalistico. Proviamo a vederne alcuni:

  • Lo scopo: può essere religioso o spirituale;
  • Il viaggio: il concetto secondo cui il viaggio sia più importante della meta è il punto focale di questo tipo di esperienza;
  • La distanza: non nel senso dei chilometri percorsi, ma di distacco dalla vita di tutti i giorni, per percepirlo è necessario che il viaggio duri a lungo, almeno 20 giorni.
  • La determinazione: i sacrifici posti in essere ogni giorno e la messa alla prova della tua resistenza fisica e mentale sarà fondamentale per “guadagnare” la meta che ti sei prefissato;
  • La lentezza: l’incedere con calma, gustandosi quei piccoli gioielli che la natura ti donerà: questo modo di procedere ti riserverà dei momenti di puro piacere per il cuore e l’anima;
  • L’apertura mentale: anche se all’inizio è normale mantenere la stessa corazza indossata tutti i giorni, con il passare del tempo sarà sempre più facile aprirsi e imparare da tutte le lezioni che questa esperienza regalerà.

Il Cammino di Le Puy e il Cammino di Santiago - Francia

Il cammino di le puy en velay
La chiesa di Saint-Michel d'Aiguilhe

Questo itinerario è il più popolare tra i vari percorsi che dalla Francia si dirigono verso Santiago di Compostela: inizia dall’antica cittadina di Le-Puy-en-Velay in Alvernia, nel sud della Francia e attraversa le colline vulcaniche della regione del Velay e le pendici dei Pirenei prima di unirsi al Camino Francese a Saint-Jean-Pied-de-Port.

Il Cammino di Le Puy è lungo 736 km e sono necessarie in media da 4 a 5 settimane per percorrere le 28-30 tappe che lo compongono, seguendo la buona segnalazione di colore rosso e bianco contrassegnata dalla sigla GR65 (Grande Randonée).

Nei secoli questo itinerario si è imposto come la principale via di pellegrinaggio verso Santiago di Compostela nel territorio francese, caratterizzandosi pertanto come una strada millenaria ricca di cultura cristiana, costellata di monumenti storici, abbazie e cattedrali.

Uno dei momenti più intensi che potrai vivere è la benedizione del pellegrino nella Cattedrale di Le Puy-en-Velay, la mattina prima di iniziare il tuo pellegrinaggio. Tra i luoghi che riteniamo imperdibili per coloro che percorrono questo Cammino, ricordiamo:

  • Estaing, un villaggio da cartolina immerso in una cornice incantevole sulle rive del fiume Lot, che ha nel proprio castello, risalente al XIII secolo, il suo imponente simbolo. Non tralasciare di immergerti nelle stradine del centro, incastonate tra le belle case medievali, terminando il giro con la visita alla chiesa di Saint-Fleuret, dove sono custodite anche le reliquie del Santo a cui è dedicata. Il ponte di pietra in stile gotico è un sito dichiarato patrimonio mondiale dell’UNESCO come parte del percorso di pellegrinaggio a Santiago di Compostela.
  • Conques è un piccolo gioiello di architettura medievale, con le case e le strade acciottolate in ottimo stato di conservazione. Il paese si trova in una splendida zona tra i parchi naturali dell’Albrac e dei Causses du Quercy, ed è circondato da montagne e foreste di particolare bellezza. I punti di maggiore interesse sono le splendide viuzze cittadine dall’atmosfera medievale e le fortificazioni erette per difendere la cittadina dagli assalti dei nemici.
    Ma il fiore all’occhiello di questa località è l’abbazia di Sainte-Foy, dove i monaci benedettini si insediarono nell’VIII secolo. All’interno, in una cripta, sono custodite le reliquie di Sainte Foy di Agen, rinomate per curare la cecità e lo spettacolare timpano dell’Abbazia, che presenta una scultura de “Il giudizio universale” popolata da ben 124 figure scolpite con sapiente maestria. La parte principale del Tesoro consiste nella statua-reliquiario di Sainte Foy risalente al IX secolo, un prezioso manufatto di legno rivestito d’oro e argento, adornato di gioielli e pietre preziose.

La Via Francigena - Italia

Porta toscana sulla via francigena

La Via Francigena (“la via dei Franchi“) è una storica via di pellegrinaggio lunga circa 2000 chilometri che va da Canterbury in Inghilterra sino ad uno dei luoghi santi della cristianità: Roma. Questo itinerario segue il percorso descritto da Sigerico, arcivescovo di Canterbury, nel suo viaggio di ritorno da Roma nel 990 d.C. dopo aver ricevuto il suo pallio (un tipo di paramento liturgico) da papa Giovanni XV.

Il medesimo percorso era già stato utilizzato in precedenza dai pellegrini diretti a Roma, ma in occasione di quello specifico viaggio Sigerico ebbe la lungimiranza di incaricare uno scrivano di annotare le informazioni sulle 79 tappe percorse e i luoghi in cui si fermarono per la notte.

L’opera, detta anche “De Roma ad usque Mare di Sigeric”, è conservata nella British Library di Londra e costituisce quindi il punto di riferimento originario dell’odierna Via Francigena da Canterbury a Roma, attraverso l’Inghilterra meridionale, la Francia, la Svizzera e l’Italia.

Questo percorso storico, oggetto di studio per molto tempo, è stato “attualizzato” da gruppi di appassionati che negli anni ‘90 del secolo scorso hanno individuato le tappe trascritte da Sigerico riportandole sulla mappa e contribuendo al ripristino dell’itinerario.

L’evoluzione della Via Francigena

Analogamente al Cammino di Santiago, la Via Francigena è stata dichiarata dal Consiglio d’Europa “itinerario culturale europeo” e, grazie ai finanziamenti ricevuti e alla creazione dell’Associazione Europea della Via Francigena (AEVF), dai primi anni 2000 ha iniziato ad essere percorsa da numerosi pellegrini.

L’itinerario che ti troverai a percorrere, parte da Canterbury, segue le North Downs fino a Dover e da Calais nel nord della Francia si snoda attraverso i campi di battaglia della prima guerra mondiale della Piccardia e della Champagne, per poi entrare in Svizzera. Costeggiando il Lac Léman, pian piano ti avvicinerai alle Alpi, attraversandole per entrare in Italia tramite il Passo del Gran San Bernardo.

Il tratto italiano ti porterà ad attraversare la Valle d’Aosta, il Piemonte e la Lombardia, gli Appennini e le colline della Toscana per poi arrivare a Roma. Per percorrere questo lungo itinerario che attraversa quattro paesi, sono necessari circa 90 giorni e, se paragonato ad esempio al Cammino Francese, risulta di difficoltà maggiore per vari motivi: la distanza percorsa, l’altitudine da affrontare e le minori infrastrutture messe a disposizione del pellegrino.

A tal proposito, è bene evidenziare che sono presenti meno ostelli a prezzi accessibili e le distanze tra i luoghi in cui potrai dormire e approvvigionarti di cibo sono maggiori, soprattutto in Francia.

Questi elementi, al pari del maggior costo medio rispetto ai cammini spagnoli e alla segnaletica non sempre all’altezza, fanno della Via Francigena un’avventura intensa e appagante, ma che richiede molto impegno, una buona organizzazione e una spesa superiore rispetto ad altri pellegrinaggi.

La Via di Francesco - Italia

La basilica di san francesco ad assisi

Secondo la tradizione, fu in un piccolo santuario dell’Umbria che colui il quale conosciamo oggi come San Francesco ricevette le stimmate circa 800 anni fa, ma custodì questo segreto sino alla sua morte nel 1226: i segni che ricordano la crocifissione di Gesù furono scoperti solo nel momento in cui si dovette provvedere alla sepoltura.

Il luogo che viene tradizionalmente indicato come quello in cui Francesco ricevette questi segni che rappresenterebbero la Passione di Gesù Cristo, è una piccola cappella nel paese di La Verna, divenuto punto di inizio di questo itinerario, che si trova a circa 80 km da Firenze.

Per comprendere bene la storia di questo percorso, bisogna considerare che non è una semplice strada con un inizio e una fine, ma un intero territorio in cui il Santo si è spostato nel corso degli anni, fermandosi in diverse città e diffondendo il suo messaggio di pace e fratellanza.

L’itinerario della Via di Francesco, come già detto, inizia a La Verna e si conclude a Roma, anche se è piuttosto frequente che coloro che provengono dall’estero inizino il loro cammino a Firenze, sia per la maggiore raggiungibilità rispetto a La Verna, sia per l’attrattiva artistico-culturale.

Il tempo medio per percorrere questo Cammino è di circa 21 giorni, anche se l’ideale sarebbe potervi dedicare qualche giorno in più, camminando con calma per godersi ogni momento.

I luoghi da non perdere sul Cammino di Francesco

Quindi, che ne dici di prendere in considerazione l’idea di impiegare tre settimane per percorrere la Via di Francesco? Proveremo a convincerti accennando ai posti più interessanti che potrai visitare lungo questo itinerario:

  • Assisi è certamente il luogo che maggiormente ha caratterizzato la vita di Francesco, essendo il luogo natio e quello in cui riposa. La Basilica di San Francesco domina la vista mentre pian piano ti avvicinerai alla città ed avrai la possibilità di ammirarla risalendo la collina e aggirandoti nel labirinto di strade, cappelle, monasteri ed altri edifici storici della città. Appena giunto al Santuario, potrai visitare la tomba del Santo, ubicata sotto l’altare della Basilica Inferiore di Assisi. Altri punti d’interesse sono la Cattedrale di San Rufino e la Basilica di Santa Chiara.
  • Altro centro di particolare interesse culturale è Gubbio, che per quanto sia molto visitata dai turisti, è un po’ meno affollata di Assisi. Punti nevralgici del caratteristico centro storico, sono la cattedrale dei Santi Mariano e Giacomo e il magnifico Palazzo dei Consoli. Il legame di San Francesco con Gubbio è molto intenso, infatti è qui che domò una lupa che terrorizzava i residenti e, secondo la leggenda, tutti coloro che assistettero alla scena si convertirono alla causa francescana.
  • Spello è una cittadina immersa nella campagna umbra famosa per le Infiorate, una manifestazione che si svolge ogni anno nel giorno del Corpus Domini. Questo avvenimento consiste tradizionalmente nella preparazione di “opere” composte esclusivamente con i fiori, raffiguranti motivi ornamentali e liturgici. La maestria raggiunta dagli infioratori nei secoli ha fatto sì che questo appuntamento sia diventato famoso a livello internazionale.
  • Infine accenniamo a Greccio, perché fu qui che San Francesco creò il primo presepe, una tradizione millenaria che permane tutt’oggi nella tradizione cristiana in tutto il mondo.

Kumano Kodō – Un pellegrinaggio in Giappone

Statua fuori da un tempio kumano

Tra i numerosi percorsi spirituali che attraversano il Giappone, quelli che conducono ai siti sacri Kumano Sanzan o ai tre grandi Santuari di Kumano, sono certamente tra i più famosi e frequentati dai pellegrini. Gli itinerari di pellegrinaggio di Kumano Kodō attraversano il Kii Hantō, la più grande penisola del Giappone, e possono essere classificati in tre percorsi: Kiji, Kohechi e Iseji.

Tra questi, quello che vi consigliamo di intraprendere è il percorso “Kiji” che corre lungo la costa occidentale della penisola sopracitata sino alla città di Tanabe: da qui parte il percorso “Nakahechi”, utilizzato sin dal X secolo anche dalla famiglia imperiale in pellegrinaggio da Kyoto.

Gran parte di questo antico percorso è formato da natura incontaminata e conserva ancora oggi dimore tradizionali ubicate in piccoli villaggi sorti lungo la strada; quest’ultima si presenta ben tenuta e segnalata in modo eccellente.

Su questa antica via di pellegrinaggio, sarai sorpreso dalla bellezza delle foreste e dei fiumi, visiterai alcuni dei luoghi più importanti per lo shintoismo e il buddismo in Giappone e, se farai un’escursione alle Cascate del Nachi, non mancare di gustarne l’acqua, pare che sia fonte di buona salute e lunga vita!

Gli alloggi tipici dei pellegrini saranno nelle tradizionali locande Ryokan e nelle pensioni Minshuku, dove i padroni di casa servono deliziosi piatti della cucina locale e mettono a disposizione una meravigliosa camera da letto tradizionale con splendidi letti in stile futon adagiati sui tatami.

Dalle terme ai ciliegi in fiore

Questo percorso è portato a termine in circa 7 giorni e 6 notti, anche se meriterebbe di essere allungato con una visita al vicino complesso del monastero di Koyasan, un sito sacro al buddismo.

Se poi voleste davvero immergervi nelle tipiche usanze giapponesi, potresti recarti nel villaggio di Yunomine, famoso per essere l’unico bagno termale Patrimonio mondiale dell’UNESCO nonchè una delle più antiche sorgenti termali del Giappone, fondata circa 1800 anni fa da un sacerdote shintoista per servire coloro che viaggiano nella regione di Kumano.

Molte sono le opportunità per godere di sorgenti termali calde, tra cui i bagni termali interni, bagni all’aperto ed un bagno turco alimentato da sorgente calda. Il periodo ideale per percorrere questo Cammino è certamente quello primaverile e nella tarda estate, in particolare consigliamo la seconda metà di maggio, subito dopo il festival della fioritura dei ciliegi, quando le foreste e la campagna sono al meglio.

Se invece volessi scegliere l’autunno (preferibilmente dall’inizio di ottobre ai primi di novembre), ti immergerai in paesaggi colorati in modo magistrale dal rosso e oro degli aceri giapponesi: un’atmosfera di silente eleganza.

Eccoci alla fine! E tu? Quali altri cammini spirituali conosci?

Potrebbe anche interessarti