Calciatori sul Cammino di Santiago: 4 storie di sport e pellegrinaggio

i calciatori sul Cammino di Santiago

Tempo di lettura stimato: 5 minuti

Roby
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Calciatori sul Cammino di Santiago? Beh, per quanto possa sembrare singolare accostare questi sportivi a un’esperienza come il Cammino, non è poi così inusuale che ciò accada, esistono infatti numerosi esempi che lo dimostrano! La fama indiscussa che contraddistingue i calciatori certamente non li esonera dall’avere, come tutti gli esseri umani, fragilità e debolezze; infatti, dietro la fama che li circonda, talvolta si può nascondere il disagio di non poter essere davvero sé stessi.

Questa sensazione può far scaturire l’esigenza di allontanarsi per un periodo dall’attività frenetica che segna le loro giornate, con la conseguente ricerca di quell’equilibrio mentale che solo un distacco completo dalla routine può garantire. I lunghi ed estenuanti periodi di allenamento e le aspettative dei tifosi (e degli allenatori), esercitano pressioni notevoli e per alcuni difficili da sostenere, malgrado i compensi altissimi possano, in parte, rendere la vita più agiata.

Tenuto conto di tutto ciò, il Cammino di Santiago può, in questo senso, rappresentare una soluzione. Un mese di cammino immersi nella natura, la compagnia di persone semplici e libere da regole e pregiudizi, tutto questo non può non avere il potere di “disintossicare” il corpo e la mente. Le storie che seguono sono una testimonianza che dimostra come l’esperienza del Cammino possa dare risultati tanto inaspettati quanto esaltanti.

Indice dei contenuti:

L’esperienza di Lorenzo Pellegrini

Lorenzo Pellegrini calciatore della Roma
Foto di Giovanni Ammaturo, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

Lorenzo Pellegrini, calciatore molto conosciuto e apprezzato, è un centrocampista della Roma (nonché capitano della squadra giallorossa da febbraio 2021) e, sin da giovanissimo, grande promessa del calcio. Proprio quando le sue doti calcistiche lasciavano presagire un futuro brillante, dovette subire uno stop a causa di un’aritmia cardiaca; il disturbo, a detta dei medici, non gli consentiva di ottenere l’idoneità necessaria al prosieguo dell’attività, dal momento che la respirazione risultava difficoltosa.

Fu un duro colpo per Lorenzo, che però non si lasciò abbattere: decise infatti di affrontare quel momento in modo singolare. Il suo punto di forza fu il gruppo parrocchiale cui faceva parte e, grazie al loro sostegno, non ci volle molto per organizzare il grande progetto del pellegrinaggio a Santiago di Compostela in compagnia di alcuni ragazzi, un sacerdote e due animatori. L’obiettivo era di percorrere 300 km in 10 giorni tramite il Cammino Francese, partendo da Ponferrada.

Mentre per alcuni Il Cammino di Santiago si rivela un percorso che suscita un forte impatto emotivo e spirituale, in questo caso ha rappresentato uno stimolo ulteriore che ha reso più solido lo spirito religioso. Lorenzo ha saputo sfruttare al meglio quel periodo di allontanamento forzato dal mondo del calcio che amava tanto; anzi, è stata per lui una preziosa opportunità per riflettere e guardarsi dentro scoprendo quanto sia importante mettersi alla prova.

Calciatori sul Cammino di Santiago: Fabio Gallo e la sua immersione nella fede

conchiglia sullo zaino di un pellegrino

L’esperienza di Fabio Gallo, ex centrocampista, in seguito allenatore e oggi tecnico del Potenza, ci porta, inevitabilmente e ancora una volta, a sorprenderci del grande valore spirituale del Cammino di Santiago. Stanco della quotidianità e delle pressioni presenti nell’ambiente calcistico, Fabio decide di seguire quel richiamo che sentiva da tempo e parte alla volta di Santiago di Compostela.

Durante questo percorso, riscopre la propria forza e determinazione, risorse che gli permettono di far fronte a situazioni difficili e inaspettate. Con il suo zaino in spalla, scopre tra quei sentieri quanto sia trascurabile e insignificante l’importanza che molti attribuiscono ai conflitti e alla competizione, rivalutando e riconsiderando le vere priorità.

In otto giorni percorre 120 km, da solo, o meglio, con sé stesso; era questo l’obiettivo fin da subito, un Cammino in solitudine che potesse favorire un percorso di riflessione. Strada facendo si stupisce come, attraversando l’immensità dei bellissimi territori e assaporando la quiete e i silenzi, le preoccupazioni assumono una valenza diversa, particolarmente se esaminate in un contesto così diverso da quello vissuto quotidianamente.

Nel suo caso, come per altri calciatori sul Cammino di Santiago, il Cammino ha assunto un significato anche religioso, perché grazie a questa esperienza ha potuto constatare quanto la fede possa aiutare ad apprezzare il valore degli affetti e del proprio percorso di vita, riscoprendoli alla luce della nuova consapevolezza acquisita.

Demetrio Albertini e il Cammino di Santiago

Demetrio, celebre ex calciatore del Milan, è stato scelto come nuovo testimonial della Via Francigena in occasione della candidatura di quest’ultima per entrare a fare parte dei beni tutelati dall’Unesco come patrimonio dell’umanità. La sua fama è certamente un aspetto importante, ma la scelta di questo campione non è casuale, perché in lui è possibile ritrovare il vero spirito del pellegrino!

Albertini infatti si è cimentato in un’impresa ancora più ardua: quella del Cammino di Santiago in bici nel 2014. Per uno sportivo come lui, vice campione del mondo 1994 e d’Europa nel 2000, definire “duro” il Cammino esprime in maniera netta il vero spirito di sacrificio di questo pellegrinaggio.

Nato in una famiglia dove la fede e l’impegno cristiano sono sempre stati di fondamentale importanza, Demetrio riesce a realizzare dopo anni questo progetto mosso da una profonda motivazione spirituale. Un percorso compiuto in bici ma anche a piedi, così da non perdere il contatto con gli altri compagni di viaggio.

Tra i calciatori sul Cammino di Santiago, possiamo considerare Demetrio un simbolo, in quanto ha percorso questa esperienza come fosse una metafora della propria esistenza, vivendola in modo strettamente “personale” e traendo da essa i valori che la contraddistinguono.

Calciatori sul Cammino di Santiago: Gianni Sasso

L’ultima storia che vogliamo raccontarti è davvero speciale! Parliamo di un atleta e uomo incredibile, un simbolo di caparbietà, tenacia e spirito d’avventura. Gianni (soprannominato il Leone di Ischia) è uno sportivo a tutto tondo: campione di paraciclismo, triathlon nonché simbolo della Nazionale Italiana di calcio per amputati. Una persona che ha fatto della risolutezza il suo marchio di fabbrica, guardando sempre avanti nonostante a 16 anni abbia subito l’amputazione della gamba a causa di un incidente.

Nel 2018, decide di unirsi ad alcuni amici in partenza per il Cammino Portoghese, un’avventura zaino in spalla che gli regalerà momenti emozionanti e ricordi ineguagliabili per la profondità delle emozioni vissute. Alla fine i chilometri percorsi saranno circa 200 e, come dice lui stesso “pellegrinare non è solo camminare attraversando terre sconosciute sino a un santuario, è diventare migliore ogni giorno in cammino”. In queste poche parole crediamo ci sia tutto il significato del Cammino di Santiago!

Puoi seguire le avventure di Gianni Sasso sulla sua pagina Facebook, dove troverai anche tutte le notizie sui traguardi sportivi raggiunti: solo per citare gli ultimi, la vittoria dello scudetto con il Vicenza Calcio, la partecipazione alla Champions League 2021, nonché la convocazione nella Nazionale Italiana per la partecipazione al Campionato Europeo.

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