Il Cammino di Santiago sostenibile: una strada da percorrere insieme

Cammino di Santiago sostenibile
Foto di Proyecto LIBERA, CC BY-SA 2.0 on Flickr

Tempo di lettura stimato: 10 minuti

Roby
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Avevi mai pensato che un percorso come il Cammino di Santiago potesse non essere sostenibile? In realtà è proprio così, e tale condizione è destinata a perdurare e aggravarsi se la tendenza di crescita annuale dovesse continuare a salire una volta terminata l’emergenza Covid-19. Infatti, secondo le statistiche del Cammino di Santiago relative al 2019, sono stati ben 350000 i pellegrini presenti sui sentieri jacobei quell’anno.

Fortunatamente, negli ultimi tempi la sensibilità rispetto a questi temi è notevolmente aumentata e in quest’ambito la Spagna è certamente tra i paesi più attenti. Lo dimostra il fatto che in questi ultimi anni sono state intraprese diverse iniziative per rendere il Cammino di Santiago sostenibile e il più possibile rispettoso delle popolazioni locali.

Come ti raccontiamo nell’articolo sulla storia del Cammino di Santiago, questo percorso è stato dichiarato nel 1987 uno dei principali itinerari culturali d’Europa, anche grazie al suo grande ruolo storico e all’esaltazione della comunione d’intenti tra persone di diverse nazionalità ed estrazione sociale, andando oltre ogni disuguaglianza sotto il profilo umano e culturale. Un ruolo importante anche come vettore di tolleranza, rispetto e solidarietà.

Indice dei contenuti:

I pilastri della sostenibilità

La sostenibilità di un itinerario lungo e articolato come il Cammino di Santiago è certamente una sfida da non sottovalutare, e va attuata tenendo d’occhio, oltre all’ambiente, anche le persone che lo abitano, la flora e la fauna, così come la cultura e i monumenti. È attraverso la conoscenza di tutti questi elementi che avviene, nel concreto, la realizzazione di un progetto finalizzato ad un modello di vita basato sull’armonia tra uomo e pianeta.

Ma vediamo quali sono i tre pilastri su cui si basa l’azione che mira al raggiungimento della sostenibilità ambientale del Cammino di Santiago:

  • La conservazione delle ricchezze naturali che costellano l’intero percorso.
  • Le persone con cui si interagisce: coloro che si occupano dell’ospitalità, le associazioni che danno supporto ai pellegrini e infine gli abitanti dei centri che si trovano lungo le tappe dei vari itinerari.
  • Terzo ed ultimo pilastro è il Patrimonio, un insieme che racchiude tutti i beni culturali e architettonici formati da chiese, monasteri, ponti, monumenti e tutti quei manufatti che fanno sì che questo itinerario sia conosciuto in tutto il mondo da secoli.

Il Cammino di Santiago sostenibile: le iniziative concrete

L’emergenza Covid-19, nella sua drammaticità, ha fatto emergere quanto si possa imparare dalla natura, dalla sua forza silenziosa e indomabile, che le ha consentito di prosperare e di riappropriarsi degli spazi che le competono non appena le è stata concessa l’occasione.

Questa dimostrazione di resilienza e perseveranza, dovrà necessariamente servire da lezione e da monito per un futuro in cui sarà fondamentale rispettare gli equilibri su cui si fonda il pianeta, così messi alla prova dalle azioni umane.

Tornando al Cammino di Santiago sostenibile, vediamo adesso quali sono i principali progetti – già compiuti o in essere – messi in atto per salvaguardare questo magnifico pellegrinaggio!

Camino Sostenible

Per incentivare l’adesione di più persone possibile alla causa della sostenibilità e sensibilizzare l’opinione pubblica rispetto a questo tema, è nata l’idea #CaminoSostenible, ad opera dell’organizzazione Responsabilidad Social Empresarial (R.S.E.), di proprietà delle Poste spagnole (Correos).

L’obiettivo di questa iniziativa è la salvaguardia dell’ambiente attraversato dal Cammino, evitando quindi che le strade percorse dai pellegrini e i luoghi frequentati possano deteriorarsi, riservando un’attenzione particolare al rispetto della natura e dell’ingente patrimonio culturale.

Come funziona l’iniziativa della R.S.E. per un Cammino di Santiago sostenibile?

Riciclare

Per quanto possano essere importanti le azioni di ogni singola persona, perseguire un obiettivo con una road map predisposta a livello internazionale consente di concentrare gli sforzi verso un traguardo comune con il supporto di tantissime altre persone. Ecco perché sono stati presi come punto di riferimento gli Obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite.

Questo programma individua 17 obiettivi da perseguire entro il 2030, da parte dei 193 paesi che hanno sottoscritto l’impegno nel 2015, focalizzati principalmente su sviluppo sostenibile, lotta alla povertà e contrasto ai cambiamenti climatici in corso.

Ognuno di questi obiettivi riveste una particolare importanza, ma, a dare maggiore incisività, sono i punti 6, 11 e 15, in quanto concentrano gli sforzi per la preservazione del patrimonio culturale e naturale del paese membro. Il valore di maggiore interesse su cui si focalizza l’iniziativa, riguarda naturalmente l’ecosistema e in particolare gli ambienti boschivi, le montagne, i corsi d’acqua e tutto il territorio interessato dai percorsi svolti quotidianamente dai tanti pellegrini.

Grazie a CaminoSostenible, la diffusione di questi valori e la conoscenza di tutto ciò che riguarda gli elementi naturali del Cammino diventerà appannaggio di tutti, come dimostra ad esempio la Guida agli alberi del Cammino Francese che puoi vedere a questo indirizzo (in spagnolo, ma puoi tradurlo facilmente).

Il progetto Life Star +20

Nel momento in cui si pensa alla sostenibilità ambientale, non è sempre immediato individuare i settori che sono più responsabili delle emissioni nocive, anzi si tende ad attribuirle agli ambiti “classici” (industria, veicoli, ecc..) tutta la responsabilità tralasciando di conseguenza gli altri.

Tenendo nella dovuta considerazione questo concetto, nell’ambito del programma dell’Unione Europea  LIFE+, è stato realizzato dal 2013 al 2017 il progetto Life Stars +20 con  l’intento di promuovere attivamente la lotta al cambiamento climatico in un settore che emette il 5% delle emissioni di CO2 a livello globale: quello turistico.

Considerato il numero elevato di persone che intraprendono il Cammino di Santiago, questo percorso è stato ritenuto ideale per sperimentare in concreto il programma, permettendo lo svolgimento di un ruolo attivo nella preservazione dell’ambiente da parte dei fornitori di servizi e dei pellegrini.

Per raggiungere questo scopo, è stato ideato un progetto pilota con lo scopo di ridurre del 20% le emissioni totali di CO2, di acqua ed energia in cinque ostelli sul Cammino Francese: (Samos, Ponferrada, Grañon, Nájera e Zabaldika) e uno sul Cammino Aragonese (Arrés).

I risultati raggiunti, grazie all’installazione e all’implementazione di tecnologie e attrezzature ad alta efficienza energetica, hanno superato tutte le aspettative, dimostrando che grazie all’impegno e alla dedizione possono essere raggiunti obiettivi ambiziosi:

  • Consumo di energia: -31,13%;
  • Acqua: -30,29%;
  • Emissioni: -31,04%.

Il “Camino Del Reciclaje”

Il Camino del Reciclaje è uno dei primi progetti messi in atto per rendere il Cammino di Santiago sostenibile, infatti sin dalla prima edizione nel 2015 ha contribuito a sensibilizzare gli hospitaleros e i pellegrini in merito alle tematiche ambientali. Questa iniziativa è stata lanciata da Ecoembes in collaborazione con alcune delle comunità autonome attraversate dal Cammino di Santiago.

Come è facile intuire dal nome, l’obiettivo è incentrato sulla corretta differenziazione dei rifiuti ed è stato attuato seguendo due strade:

  • Fornendo agli albergue dei contenitori per la raccolta di plastica, lattine e carta;
  • Distribuendo ai pellegrini, tramite gli hospitaleros (gestori degli ostelli), dei sacchetti riutilizzabili per trasportare in modo ottimale i rifiuti eventualmente prodotti durante il cammino.

Quest’anno, l’asticella degli obiettivi è stata posta ancora più in alto, infatti solo in Galizia sono ben 174 gli eco-albergue presenti nei vari itinerari del Cammino di Santiago, dove saranno distribuiti in totale 71.600 kit contenenti le credenziali di “EcoPeregrino” e i sacchetti riutilizzabili.

La Credenziale da EcoPeregrino e gli eco-albergue

Ma che cos’è la Credenziale da EcoPeregrino? Come si usa? Dove possono essere apposti i timbri per partecipare concretamente a questa iniziativa?

Se utilizzerai questa credenziale speciale (che non sostituisce in alcun modo quella ufficiale ;)) potrai ritirarla e timbrarla in uno dei 450 eco-albergue che partecipano a questo progetto, distribuiti in cinque comunità autonome spagnole: Navarra, La Rioja, Castilla y León, Asturie e Galizia (puoi trovare la lista completa sul sito del Camino del Reciclaie).

Per ogni pellegrino che completerà la credenziale con i tre timbri necessari e pubblicherà una foto sui profili social di Ecoembes, verrà piantato un albero in Galizia e nelle Asturie. Un sistema davvero originale per concretizzare con un risultato tangibile l’interesse mostrato dai pellegrini!

Un percorso corale fatto di tante piccole voci

Per raggiungere l’ambizioso traguardo della sostenibilità ambientale, è certamente necessario il contributo di tutti, anche tramite piccole azioni pratiche che ognuno può mettere in atto nel momento in cui vuole percorrere un Cammino di Santiago sostenibile o qualunque altro percorso spirituale o escursionistico.

Per quanto a volte le consuete raccomandazioni che vengono fatte ai camminatori possano sembrare ovvietà, è preferibile comunque riproporle, considerato che non sono altro che piccole (ma importanti) accortezze:

  • La regola cardine della sostenibilità è quella delle tre R: ridurre, riutilizzare, riciclare.
  • Durante la scelta dell’equipaggiamento, opta per capi prodotti in modo sostenibile e acquistane il meno possibile, cercando di riutilizzare quelli ancora in buone condizioni.
  • Nel momento in cui comprerai del cibo, prediligi i prodotti con imballaggio minimo e compra lo stretto necessario per evitare sprechi. Per quanto riguarda frutta e verdura, meglio optare per quella di stagione.
  • Per limitare l’impiego di plastica monouso, utilizza una borraccia in metallo.
  • Riduci il quantitativo d’acqua utilizzata per la  doccia al minimo indispensabile e, se usi la lavatrice, condividila.
  • Se stai facendo il Cammino di Santiago in tenda o un lungo trekking nei boschi, cerca di evitare di accendere fuochi. In ogni caso fallo prestando la massima attenzione per non provocare incendi.
  • Qualunque sia il percorso prescelto, non dimenticare di portare un sacchetto riutilizzabile dove riporre i rifiuti: potrai poi differenziarli in ostello o negli appositi contenitori.
  • Un Cammino di Santiago sostenibile passa anche attraverso il rispetto delle persone che si incontrano, degli usi e tradizioni locali. Questi aspetti possono essere valorizzati mostrando interesse verso gli altri, favorendo gli scambi culturali e i rapporti interpersonali.
  • Se dovessi usufruire di mezzi di trasporto o strutture ricettive come gli hostal (assimilabili alle nostre pensioni), è preferibile condividerli: farai risparmiare energia e denaro ad altre persone ottenendo anche il duplice vantaggio di tutelare l’ambiente.

La gioia del camminare lentamente

Tutte le azioni che abbiamo appena descritto rientrano in quello che potremmo definire una via che fa del rispetto un punto di riferimento, un “camminare lentamente”, assaporando i profumi, i colori, le sensazioni che la natura trasmette, con l’obiettivo di immergersi il più possibile in quell’atmosfera di serenità.

Ognuno di questi passi rende, in maniera diversa, il camminare nella natura un’azione sostenibile sia per l’ambiente che per coloro che ne usufruiscono o dimorano lungo i suoi sentieri, consentendo anche ai futuri escursionisti di poterne giovare in modo completo e appagante.

Il Plogging

Camminare lentamente e raccogliere i rifiuti

Qui passiamo dal camminare lentamente alla corsa! Infatti, per quanto non sia di certo una novità né la prima volta che viene attuato dai singoli camminatori, il cosiddetto plogging (contrazione della parola inglese jogging e di quella svedese plocka upp, che significa raccogliere), si sta affermando velocemente in tutto il mondo quale buona pratica per salvaguardare le aree verdi delle nostre città.

Nato ufficialmente in Svezia nel 2016, consiste nella raccolta dei rifiuti presenti nei parchi e nelle strade cittadine durante l’attività fisica, tipicamente la corsa, al fine di contribuire a mantenere pulito e sostenibile l’ambiente. Ed è proprio questo il punto di forza di questa attività: coniugare in modo ottimale il mantenersi in forma e la cura dell’ambiente in cui viviamo!

Nel tempo si sono formati numerosi gruppi dediti a questa attività, in ogni parte del mondo, e si stima che i vari eventi che sono stati organizzati dal 2018 ad oggi abbiano interessato in totale 3 milioni di persone. Oltretutto esiste anche un Campionato Mondiale di plogging, infatti dopo l’edizione pilota del 2020 anche quest’anno si svolgerà a ottobre in Piemonte. Puoi trovare tutte le informazioni sul sito ufficiale.

La sostenibilità è una risorsa per tutti, anche in Italia

Anche nel nostro Paese i progetti a favore dell’ambiente sono numerosi, sia per ciò che riguarda le aree naturali protette, sia a favore della tutela dei tantissimi itinerari che attraversano tutte le regioni italiane.

Tra quelle che riteniamo più meritevoli, ci fa piacere citare Plasticfree Onlus, un’associazione che grazie ad una diffusione capillare e ai tantissimi membri riesce davvero a ottenere dei risultati incoraggianti.

I volontari di questa associazione mettono in atto quotidianamente, ognuno nel proprio territorio, un’azione costante e concreta di raccolta della plastica abbandonata, dimostrando con i risultati raggiunti che l’impegno individuale è importante quanto quello corale.

Tra le altre iniziative, una è stata attuata lungo la Via degli Dei, itinerario in cui i volontari nel 2020 hanno effettuato la raccolta della plastica percorrendo l’intero cammino che collega Bologna a Firenze.

Una sfida da vincere con il contributo di tutti

Come abbiamo visto in questo lungo articolo, l’attenzione che in questi ultimi anni viene riservata alla sostenibilità è davvero senza precedenti. Ogni persona può fare la propria parte, anche solo attuando nella propria vita quotidiana delle buone pratiche a favore della sostenibilità o predisponendosi a camminare lentamente con la consapevolezza di salvaguardare la natura che lo circonda.

Proseguendo in un percorso di questo tipo, ognuno di noi potrebbe considerare la partecipazione ad una delle tante iniziative presenti in Italia e all’estero, in modo che la strada per migliorare l’ambiente in cui viviamo sia maggiormente condivisa e in discesa.

Anche per quanto riguarda il Cammino di Santiago sostenibile è possibile apportare il proprio contributo, sia partecipando ai progetti attualmente in essere, sia agendo in prima persona e sensibilizzando gli altri pellegrini a farlo.

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