Cosa portare per il meteo sul Cammino di Santiago: sole, pioggia e freddo

Il meteo del cammino di santiago con la cattedrale sotto la neve

Tempo di lettura stimato: 10 minuti

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Leggi qui gli aggiornamenti sull’equipaggiamento da portare durante il 2021

In questo articolo parleremo dell’equipaggiamento necessario per affrontare gli agenti atmosferici sul Cammino, perchè questo sarà un aspetto con cui dovrai inevitabilmente confrontarti e tenere nella dovuta considerazione.

Se rifletti su meteo Cammino di Santiago ed esperienza complessiva, ti renderai conto che l’equipaggiamento sarà una parte importante per non subirne le conseguenze ed evitare la conseguente frustrazione.

Del resto, è piuttosto scontato che passando così tanto tempo all’aria aperta e attraversando tanti territori differenti, dovrai fare i conti un po’ con tutti gli agenti atmosferici che compongono le variabili del meteo: sole cocente, pioggia, vento e magari anche neve, in relazione al periodo dell’anno che avrai scelto.

Tra i vari territori attraversati dagli itinerari del Cammino di Santiago, quello notoriamente più piovoso è proprio quello finale, la Galizia! Come già detto nell’articolo sullo zaino per il Cammino di Santiago, l’equipaggiamento per proteggersi dalle avversità meteorologiche deve essere sempre a portata di mano, per questo consigliamo di riporlo nelle tasche esterne facilmente accessibili.

Indice dei contenuti:

"Camminare per ritrovare sé stessi, per dialogare col Signore, per incontrare tanti “altri” e condividere con loro la fatica, il fango, il sole, la pioggia, un sorso d’acqua, una preghiera, una risata. Il “camino” è anche questo e tanto altro".

(Antonio Maria Mira)

Le avversità atmosferiche e il meteo sul Cammino di Santiago

Attrezzatura da escursionismo sporca di fango

Ricorda anche di mettere i vestiti nello zaino dentro dei sacchetti di plastica richiudibili, così da averli sempre asciutti anche in caso di pioggia abbondante e prolungata. É importante salvaguardarsi da questi agenti atmosferici perché, camminare con i vestiti inzuppati, specialmente se l’acqua ti ha sorpreso a inizio tappa, non è esattamente la cosa più piacevole del mondo!

Per la scelta dei singoli capi, il consiglio è sempre lo stesso: prediligi i tessuti tecnici e leggeri, affinché ti proteggano adeguatamente da pioggia, vento e freddo. Altro elemento da non sottovalutare è il sole, per molti mesi all’anno sarà un temibile avversario, pronto ad arrostirti in men che non si dica! Ti suggeriamo inoltre di scegliere capi multiuso: ad esempio nei periodi più freddi puoi scegliere una giacca a vento con il pile staccabile integrato, così da non doverne portare uno a parte.

Oltre l’abbigliamento, parleremo anche di tutto ciò che può servire per salvaguardare lo zaino e di alcuni “trucchetti” che ci sono serviti durante il nostro Cammino di Santiago. Controllare le previsioni meteo sarà importante anche durante il Cammino, ti consigliamo di farlo sul sito spagnolo ufficiale dell’Agenzia Statale di Meteorologia.

Porre attenzione alla salute sul Cammino di Santiago passa anche da piccoli gesti come una semplice applicazione della crema solare o una corretta attenzione alle irritazioni causate dalle basse temperature, non dimenticarlo!

Proteggersi dal sole cocente

Salvaguardarsi dai raggi solari è un imperativo, particolarmente se dovessi camminare nei mesi che vanno da giugno a settembre. In alcuni degli itinerari del Cammino di Santiago, questa esigenza diventa ancor più pressante, ad esempio nella zona delle mesetas e durante i lunghissimi sentieri assolati del Cammino de La Plata. Vediamo quali possibili rimedi sarebbe bene mettere in atto:

  • la prima raccomandazione è quella di bere molta acqua, anche se non dovessi sentire sete! Approfitta ogni volta che incontrerai una fontana per rifornirti di acqua fresca e non esitare a chiedere ad un bar o ad un abitante del luogo se ne rimanessi sprovvisto;

  • Proteggi sempre il capo con un cappello: nei mesi più caldi opta per quello a falda larga, che, a differenza del berretto, protegge anche il viso, il collo e la nuca;

  • Non lesinare sull’uso della crema solare, particolarmente in viso, sul collo e sulle braccia; applicala 15-30 minuti prima dell’esposizione al sole. Ti possiamo assicurare che in estate basta dimenticare di usarla per un solo giorno per pagarne amaramente le conseguenze (abbiamo avuto delle bruciature davvero notevoli!). Non commettere l’errore di evitare di applicarla solo perché il cielo è nuvoloso, i raggi del sole hanno comunque effetto. In media una protezione solare protrae il suo effetto per circa 2 ore, quindi dovresti ripetere l’uso non appena possibile;

  • Utilizza un paio di occhiali da sole o quelli da vista con lenti fotocromatiche: i modelli con lenti ad assorbimento UV dal 99% al 100% offrono una protezione ottimale per gli occhi e la pelle circostante.

I raggi del sole sono più forti tra le 10 e le 16, quindi l’ideale sarebbe terminare la tappa entro le 13, così da ridurre al minimo possibile l’esposizione in questa fascia oraria. Se prima di applicare la protezione vuoi sapere quanto siano intensi in quel momento i raggi solari, usa questo semplice metodo: se la tua ombra è più corta di te, i raggi del sole sono più forti ed è quindi importante proteggerti.

Meteo Cammino di Santiago: proteggersi dal freddo

Gatto sta al caldo tra indumenti di lana

Come è facile intuire, questa è una parte molto importante dell’equipaggiamento per il Cammino di Santiago, sia per l’utilità che per lo spazio occupato e il peso. Come già accennato, non esistono stagioni o periodi in cui si può fare a meno di avere un minimo di equipaggiamento dedicato, anche se in inverno la scelta sarà nettamente diversa e orientata alle temperature più basse.

Il consiglio è sempre lo stesso: opta per i tessuti tecnici e non dimenticare mai di porre la dovuta attenzione al peso e al volume occupato da tutto l’equipaggiamento che comprerai! Vediamo nel dettaglio tutti i capi che ti consentiranno di rimanere al caldo:

  1. La giacca a vento. La parte del leone ovviamente la fa la giacca a vento, che deve essere impermeabile e calda, ma badando bene che non sia troppo pesante o voluminosa. Tranne che per l’inverno, stagione nella quale sceglierai sicuramente un capo con una tenuta termica differente, vige il consiglio di vestirsi “a cipolla” mettendo la giacca a vento sopra il pile. Assicurati che abbia una buona impermeabilizzazione, numerose tasche capienti, cerniere TPU impermeabili, cappuccio con cordino per stringerlo, regolazione in vita e in basso, polsini regolabili.

  2. Il pile. Altro capo che fa sicuramente parte dell’equipaggiamento essenziale è il pile, che ti servirà in svariate situazioni: durante la tappa, in ostello e nei giri serali in città. Prediligi quelli in tessuto tecnico che assicurano calore senza essere troppo pesanti, né occupare troppo spazio nello zaino. I modelli con cerniera davanti sono più comodi da indossare, così come non sarebbe male avere le tasche davanti per le mani e magari anche il cappuccio.

  3. I guanti. Ancor più importante, a nostro avviso, può essere avere l’accortezza di portare con sé dei guanti, specialmente se usi i bastoncini da trekking. Le mani saranno sempre esposte all’aria e al vento e indipendentemente dalla tua percezione personale del freddo, sarà utile proteggerle con dei guanti di tessuto tecnico cha assicura calore e leggerezza.

  4. I sottopantaloni. In caso le temperature non siano proprio amichevoli, potrebbe essere una buona idea avere con sé dei sottopantaloni (alcuni li hanno usati nelle tappe montane anche i primi di maggio…). Averli ti consentirà di avere le gambe al caldo senza dover portare un paio di pantaloni da trekking di tessuto più pesante.

  5. Il Cappello. Tranne che da giugno a settembre ti consigliamo di portare, oltre al cappello a falda larga\berretto, anche un cappello di pile o lana: potresti sentirne la mancanza in caso la temperatura dovesse scendere anche di pochi gradi.

  6. La sciarpa o scaldacollo. Infine sarebbe una buona idea trovare uno spazietto per una piccola sciarpa in pile o scaldacollo; se dovessi imbatterti in un periodo particolarmente ventoso, proteggere il collo potrebbe evitarti un fastidioso mal di gola.

Affrontare la pioggia sul Cammino di Santiago

Pellegrini camminano sotto la pioggia

A parte la giacca a vento citata sopra, che ovviamente deve essere scelta anche in funzione della sua impermeabilità, la protezione dalla pioggia prevede l’acquisto di altri capi specifici. Esistono varie scuole di pensiero su come evitare di bagnarsi, che vanno da chi predilige usare unicamente la giacca a vento a chi utilizza il poncho.

Ovviamente questi capi possono anche essere complementari, nel senso che sovrapporre il poncho alla giacca a vento assicura la massima protezione e impermeabilità e protegge anche dal freddo. Vediamo adesso quali sono i vestiti che possono proteggere dalla pioggia:

  • Giacca a vento. Oltre a salvaguardarti dalle basse temperature, la giacca a vento risulterà fondamentale per far sì che non ti possa bagnare nelle giornate di pioggia che inevitabilmente arriveranno. Specialmente se farai a meno di utilizzare il poncho, l’impermeabilità della giacca sarà davvero importante: se dovesse entrare l’acqua e bagnarti i vestiti, potresti poi essere costretto a cercare un’asciugatrice, considerato che difficilmente i panni si asciugheranno in tempo in una giornata umida. Per essere sicuro che la tua giacca a vento soddisfi tutte le caratteristiche citate qualche paragrafo sopra, è sempre buona norma testarla durante l’allenamento proprio in giornate di maltempo. Se constaterai che, nonostante l’acqua, i capi sottostanti sono perfettamente asciutti, potrai rinunciare all’utilizzo del poncho, che per alcuni aspetti non risulta essere proprio comodissimo.
    Il consiglio è di acquistare una giacca tessuta con una membrana che assicura impermeabilità e traspirabilità; noi l’abbiamo utilizzata (senza poncho) per tutto il Cammino Francese e nonostante la pioggia abbondante, ci siamo trovati benissimo.

  • Poncho. Il poncho (o mantella impermeabile, foto sopra) è uno degli accessori più acquistati e venduti sia prima che lungo il Cammino di Santiago. Ovviamente esistono molti modelli e tipologie differenti, da quelli “usa e getta” a quelli che potrai comprare nei negozi sportivi. Il grande vantaggio di utilizzare il poncho è che copre sia tutto il corpo (a eccezione delle gambe) che lo zaino; questo consente di “sopravvivere” alla pioggia, anche se copiosa. Altro vantaggio è che impedisce all’acqua di penetrare tra la schiena e lo zaino, bagnando lo schienale (ma per risolvere questo problema senza utilizzare il poncho vai a guardare un “trucchetto” alla fine di questo articolo!).
    Diversamente, gli svantaggi di questo tipo di equipaggiamento si hanno in caso di vento: il poncho (particolarmente quello più leggero) provoca il cosiddetto effetto “deltaplano” perché il vento si infila da sotto e gonfia la mantella… questo a volte non è proprio comodissimo! (ed è anche un po’ ridicolo! ;)). Altro aspetto che spesso induce a rinunciare a usare la mantella è quello che concerne la sudorazione: una volta indossata (essendo quasi sempre fatta di plastica o comunque di materiale non traspirante) ci si sentirà dentro una sorta di sauna portatile e, particolarmente d’estate, non sarà piacevole! Se sceglierai di portare il poncho, consigliamo di acquistarne uno che abbia le maniche (sembra un’ovvietà ma non è sempre così) e un sistema di chiusura sul davanti, tipo bottoni a pressione o velcro.
  • Le scarpe. Su questa parte fondamentale dell’equipaggiamento, come puoi leggere più approfonditamente nell’articolo sulle scarpe per il Cammino di Santiago, possiamo certamente affermare che ci siamo trovati molto bene con quelle con membrana impermeabile e suola in Vibram: ci hanno sempre tenuto i piedi all’asciutto!

  • Sovrapantaloni antipioggia. Come potrai constatare dando un’occhiata all’elenco presente nell’articolo “Il Cammino di Santiago e cosa portare: la lista”, anche questo capo non fa parte dell’equipaggiamento essenziale ma, per esperienza personale, ti consigliamo di averlo. Il peso è molto contenuto e sono di tessuto tipo tela cerata; potrai indossarli solo in caso di pioggia abbondante e sicuramente non ti bagnerai le gambe. Abbi solo l’accortezza, in fase di acquisto, di controllare che non abbiano tasche (sembra incredibile ma abbiamo visto modelli che le hanno…) e che l’elastico alla caviglia non sia troppo stretto; potrai così infilarli senza togliere le scarpe.

  • Ghette corte. Se deciderai di portare con te questo accessorio, sarebbe preferibile optare per quelle corte, così da proteggere il collo del piede e impedire che l’acqua entri nelle scarpe da sopra, all’altezza della caviglia. Diciamo questo perché, se le abbini ai sovra-pantaloni in tessuto impermeabile e fissi bene la corda o l’elastico sotto la scarpa, saranno un vero baluardo per evitare che le scarpe si bagnino all’interno.

  • Cappello. Che sia quello a falda larga o il berretto con visiera a cui eventualmente sovrapporre il cappuccio della giacca a vento, questo accessorio rientra a pieno titolo tra gli accessori che dovrai assolutamente portare con te. Sarà fondamentale per proteggerti dalla pioggia e, a differenza del cappuccio, riesce a riparare anche il viso. A falda larga offre certamente maggiore protezione rispetto al classico cappellino da baseball; qui la scelta è molto personale, sia per quanto riguarda il fattore estetico che per quello funzionale.

Meteo Cammino di Santiago: proteggere lo zaino

Pellegrino cammina sotto la pioggia

Se parti dal presupposto che lo zaino è la tua “casa”, proteggerlo dalla pioggia diventa imprescindibile, anche considerando che, se dovessero bagnarsi gli abiti riposti all’interno, sarebbe davvero un problema. Oltre al consiglio che abbiamo già dato nell’articolo sulla preparazione dello zaino (mettere i vestiti nelle custodie di plastica), dovrai anche avere una copertura antipioggia specifica per lo zaino che lo copra interamente.

Questo è ormai diventato un accessorio in dotazione in quasi tutti gli zaini da escursionismo, ma se non dovesse esserci, non dimenticare di acquistarla! Ti segnaliamo che alcuni modelli di zaino hanno una geniale custodia impermeabile estensibile dotata di maniglie che la fanno diventare una sacca che ne facilita enormemente il trasporto, particolarmente in aereo o nei mezzi in generale.

Trattamento impermeabilizzante

Tutto l’abbigliamento e gli accessori da escursionismo subiscono un trattamento impermeabilizzante, quindi, nel momento in cui lo acquisterai, sarà già pronto a proteggerti dall’acqua. Se volessi utilizzare i capi che hai già in casa, ma dovessi appurare che con il tempo hanno perso la funzione impermeabilizzante, invece di comprarne di nuovi potresti pensare di applicare un trattamento idrorepellente.

Sono due i metodi principali per ripristinare la resistenza all’acqua:

  1. Lo spray impermeabilizzante che appunto riattiva l’idrorepellenza, ma le opinioni sono piuttosto contrastanti in merito all’effettiva efficacia di questo trattamento;

  2. Il lavaggio del capo nella lavatrice di casa con un detersivo impermeabilizzante specifico per i capi tecnici. Nel momento in cui lo zaino o l’indumento di tua scelta sarà asciutto, applica lo spray di cui al punto 1 e successivamente sfrutta il calore di un’asciugatrice per favorirne il “fissaggio”.

Quest’ultimo metodo combina le due soluzioni e incontra il favore di molte persone, anche se noi personalmente non l’abbiamo provato e quindi non possiamo riferirti un’esperienza diretta.

I nostri consigli e “trucchetti”

  1. Per evitare di portare sia i sovra-pantaloni antipioggia che le ghette (considerando sempre che la nostra stella polare deve essere il risparmio del peso da portare sulle spalle!) potresti fare una piccola modifica che ci ha dato buoni risultati, in quanto fa aderire il bordo inferiore del sovra-pantalone verso la scarpa e non fa passare l’acqua.
    Cuci all’interno di ogni gamba, poco sopra la caviglia, un bottone per lato in corrispondenza delle cuciture e successivamente acquista in merceria qualche decina di centimetri di robusto elastico con asole. Questo sistema consente di assicurare la parte iniziale dell’elastico all’interno del pantalone, quindi di passarlo poi sotto la scarpa e assicurarlo all’altro bottone dentro la stessa gamba del pantalone. Le varie asole dell’elastico faranno sì che la tensione possa essere regolabile ed eviteranno che questa soluzione possa risultare scomoda!

  2. Se nonostante i vari accorgimenti (o proprio perché non ne hai adottati!) dovessi renderti conto che l’interno delle scarpe è bagnato, chiedi all’hospitalero della carta di giornale e riempine l’interno: vedrai che pian piano assorbirà l’acqua dal tessuto. Se non dovesse essere sufficiente, rimuovi la carta umida e mettine di nuova, vedrai che il sistema funzionerà e l’indomani mattina avrai le scarpe asciutte!  

  3. Uno dei motivi per i quali molte persone usano il poncho è dovuto al fatto che copre anche lo zaino e pone rimedio ad un punto debole delle coperture antipioggia in dotazione: l’acqua potrebbe infiltrarsi tra schiena e zaino, bagnandone lo schienale. Considerato che noi non abbiamo mai utilizzato il poncho, abbiamo ideato una soluzione fai da te per risolvere questo inconveniente, inserendo dei gancetti che permettano di “tirare” la parte superiore della copertura antipioggia e ancorarla agli spallacci. Si eliminerà così quello spazio che potrebbe far passare l’acqua.

E tu? Durante il tuo Cammino hai trovato altri espedienti per gestire meteo Cammino di Santiago e intemperie? Scrivilo nei commenti!

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