La guida al tuo primo Cammino di Santiago, passo dopo passo

una strada lungo il Cammino di Santiago con pellegrini
Roby
Roby
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su pinterest
Condividi su email

Chiunque si avvicini al Cammino di Santiago avverte, sin dalla prima volta in cui ne sente parlare, come un’atmosfera di misticismo, quasi fosse un percorso indecifrabile e indefinibile. Certamente questo tipo di approccio è originato anche dal modo in cui è stato raccontato da romanzi famosi come quello di Paulo Coelho, ma in ogni caso nessuno può esimersi dal porsi delle domande come queste: “Ma cos’è il Cammino di Santiago? Perché in tanti lo fanno?”.

Particolarmente per coloro che sono al loro primo Cammino di Santiago, cercare di dirimere i mille dubbi che affollano la mente è il primo passo da fare, anche per evitare di rinunciare a causa del timore di non farcela.

In questo lungo (lunghissimo?) articolo cercheremo di fornire una guida esaustiva, una sorta di vademecum che affronterà mano a mano tutti gli aspetti che ogni neo pellegrino vorrebbe conoscere, con particolare attenzione alla parte pratica e organizzativa. Ci soffermeremo in particolare su tutto ciò che bisognerebbe sapere prima della partenza, sulla vita durante il Cammino e infine parleremo del ritorno a casa al termine di questa magnifica avventura.

I consigli che ti daremo sono ideali sia per un cammino che prevede molti giorni per essere compiuto, sia per un itinerario formato da poche tappe. Nel momento in cui durante l’articolo tratteremo dei temi che prospettano la necessità di scegliere tra più opzioni, alla fine del relativo paragrafo troverai la nostra opinione.

Se dovessi avere altri dubbi (e se sopravviverai alla lettura di questo articolo infinito ;)), puoi fare riferimento alla nostra pagina sulle 86 domande e risposte sul Cammino di Santiago di Compostela o porre un quesito nei commenti in fondo alla pagina: saremo felici di aiutarti. Inoltre, per ogni argomento trattato, ti suggeriremo i relativi articoli di approfondimento. Iniziamo!

Indice dei contenuti:

Il Cammino di Santiago, dapprima sconosciuto, piano piano si fa strada

In un modo o nell’altro, tantissime persone hanno sentito parlare del Cammino di Santiago, ma, considerato l’altissimo numero di informazioni cui ognuno è esposto, non necessariamente si dà importanza o seguito a questi input. A stimolare la nostra curiosità, potrebbe essere semplicemente l’accenno di un conoscente che ha fatto questa esperienza, la lettura della recensione di un libro o di una rivista che parla di percorsi spirituali e/o escursionistici.

Talvolta, magari senza che vi sia un apparente motivo, queste informazioni frammentarie fanno breccia nella mente e piano piano iniziano a farsi strada, lentamente ma inesorabilmente. Alcuni dicono che è proprio questo il momento in cui si diventa pellegrini, è da qui che inizia il percorso che porterà al Cammino di Santiago vero e proprio.

Questo “avvicinamento” farà scaturire numerose domande, magari poste a sé stessi anche con tono ironico: “Ma il Cammino è sempre stato così onnipresente e io non l’ho mai notato, oppure mi sta perseguitando?”, “Possibile che lo abbia fatto così tanta gente e io non ne avevo mai sentito parlare prima?”

Nel momento in cui si inizierà a cercare una risposta ai tanti quesiti intenzionalmente, magari cominciando a reperire informazioni su siti o pubblicazioni editoriali, la decisione sarà inconsapevolmente già presa: si parte!

Il percorso di avvicinamento al Cammino, tra dubbi e opinioni

Ognuno si approccia al primo Cammino di Santiago a modo suo: c’è chi lo fa metodicamente studiandone storia e tradizioni, chi si concentra solo su allenamento ed equipaggiamento, chi partirà all’avventura senza allenamento e con la vecchia attrezzatura da escursionismo che ha in casa. Coloro a cui piace la preparazione approfondita, concentreranno gli sforzi per chiarire tutti i dubbi, senza lasciare nulla al caso.

Durante questo percorso di accostamento al Cammino, a meno che tu non tenga questa intenzione ben celata, probabilmente ti confronterai con i familiari e gli amici, che reagiranno in vari modi:

  • Tergiverseranno bonariamente cercando di rimandare la tua partenza, nella speranza che tu rinsavisca (“Ma sì dai, non avere fretta, l’anno prossimo o quello dopo avrò del tempo libero e lo faremo insieme!” oppure “Aspettiamo la pensione e poi partiamo!”).
  • “Ma scusa, non è meglio una vacanza normale? Tipo un paio di settimane di mare alle Baleari? E se poi ti annoi a camminare tutti i giorni?”.
  • “E se ti fai male? E se ti stanchi e vuoi tornare indietro?”.
  • “Ma non è pericoloso? E se ti rubano qualcosa?”.
  • “E che ci vai a fare se non sei religioso?”.
  • “Secondo me è solo una moda, se vuoi camminare fatti una settimana sulle Alpi e vedrai che salite, lì sì che si fatica!”
  • “Ma come fai a dormire negli ostelli? Tutti ammassati… e poi per lavare la roba? E indossi le stesse cose per un mese? E se non trovi posto come fai?”.

Questi sono solo alcuni esempi, ma non saranno di certo le uniche opinioni che avrai modo di ascoltare! Se la tua decisione è ben ponderata, la tua forza di volontà sufficientemente salda, questi comprensibili modi di pensare non faranno che rafforzarla e cementare la tua determinazione. Infatti, per quanto possano essere considerazioni logiche, questa tipologia di dubbi è comune nel momento in cui viene intrapresa, per la prima volta, un’avventura così differente e fuori dall’ordinario.

Noi definiamo questo tipo di osservazioni come la way of life degli “E se…?”, intesa come un cercare degli ostacoli ancor prima che essi si pongano, quasi come se la paura dell’ignoto fosse così acuta da portare ad auto-intimorirsi. I dubbi sono legittimi, i problemi spesso reali, ma crediamo sia meglio affrontarli in modo costruttivo cercando soluzioni che, considerando l’altissimo numero di persone che ci hanno preceduto, non sarà difficile trovare! ;)

Il pellegrinaggio a Santiago: i mille dubbi della prima volta

una strada di Trinidad de Arre sul Cammino di Santiago

Tutti i pellegrini al primo Cammino di Santiago si sono posti (e hanno posto) una miriade di domande: per quanto alcune possano sembrare superflue, anche coloro che credono di avere l’esperienza necessaria per conoscere tutte le risposte si troveranno a constatare che ogni cammino è una storia a sé, che regala sorprese e costante imprevedibilità.

Il primo quesito sarà quasi certamente: “Che cos’è il Cammino di Santiago?”. Seguito probabilmente da: “Perché si fa?”.

Per rispondere alla prima domanda basterebbe dire che il Cammino non è altro che un pellegrinaggio cristiano, che ha come meta il luogo in cui sono custodite le spoglie di San Giacomo il Maggiore, uno degli apostoli di Gesù. Ha origine tradizionalmente sui Pirenei, e, data la lunghezza del percorso, viene suddiviso in un numero di tappe consone alla media di percorrenza giornaliera di un pellegrino a piedi.

Data una definizione, chiunque può intuire che da ormai molto tempo questo percorso ha assunto altri significati e risvolti spirituali. Proprio quest’ultimo tema, per quanto fondamentale, è strettamente legato alle motivazioni per le quali così tante persone scelgono di compiere il Cammino di Santiago.

Questi aspetti sono così soggettivi e a volte complessi, che non è di certo possibile fornire una spiegazione esaustiva, né tantomeno pensare di interpretare la volontà altrui semplicemente incasellando i pellegrini entro dei canoni standard. In molti casi infatti, la partenza è dettata dalla necessità di ritagliarsi del tempo per riflettere, in modo da concedersi la possibilità di percepire differentemente ciò che arreca malessere, grazie ad uno sguardo “da lontano”.

A causa di ciò, non è detto che tutti coloro che decidono di partire abbiano la consapevolezza delle ragioni che li spingono a portare avanti questa scelta, ma conoscerle non è un prerequisito indispensabile. Talvolta la consapevolezza delle motivazioni viene raggiunta strada facendo o addirittura al ritorno a casa.

I timori del pellegrino: Ce la farò? É pericoloso? E la lingua?

É sufficiente dare uno sguardo ai più diffusi social network o effettuare una ricerca sui maggiori siti per constatare che, a ragione, queste e poche altre sono le domande più poste e/o le preoccupazioni più frequenti da parte di coloro che si avvicinano al Cammino di Santiago per la prima volta. In questi ambiti, il consiglio migliore che si possa dare è certamente questo: affronta i preparativi con ragionata improvvisazione e organizza il tuo percorso con leggerezza, cercando di non farti prendere dall’ansia.

Per fugare ogni dubbio, il metodo che riteniamo più efficace è quello di provare a “simulare” il Cammino di Santiago percorrendo qualche giorno lungo un itinerario in Italia, magari anche vicino casa (consigliamo la Via Francigena, per molti versi è quello che più si avvicina).

Siamo convinti che il Cammino di Santiago sia alla portata di tutti, senza distinzioni in funzione dell’età o della preparazione fisica. L’unica accortezza utile sarà quella di adeguare i chilometri giornalieri e il peso dello zaino in funzione delle proprie possibilità, prevedendo un minimo di flessibilità nel volo di ritorno.

Per quanto riguarda i pericoli che potresti incontrare sul Cammino, non sono differenti da quelli che potrebbero capitare in qualunque altro viaggio o luogo pubblico delle nostre città. Sarà necessario solamente prendere le precauzioni minime per salvaguardare la tua incolumità e gli oggetti di valore (portane meno possibile!).

Capiterà di dover percorrere strade dove sono presenti autovetture, e sarà proprio questo uno dei pericoli maggiori: presta la dovuta attenzione durante gli attraversamenti (particolarmente fuori dai centri abitati) e cammina sempre dal lato opposto al senso di marcia della carreggiata.

Comunicare sul Cammino di Santiago sarà certamente più semplice se già parli inglese e/o spagnolo, ma il pellegrinaggio non è di certo precluso a chi non parla queste lingue, anche se ovviamente finiresti per comunicare solo con altri italiani. In ogni caso, il consiglio è certamente quello di fare un ripasso e imparare i termini e le frasi più diffuse, così da poter comunicare almeno con i gestori degli ostelli e i negozianti.

L’anima del Cammino di Santiago: la fiducia

Una delle certezze che possiamo dare in merito al Cammino di Santiago (anche se definire la fiducia una certezza può quasi sembrare un ossimoro) è che in un modo o nell’altro le cose andranno bene. Per quanto possa sembrare assurdo, lungo questo itinerario constaterai che tutte le preoccupazioni iniziali piano piano si dissolveranno e le difficoltà verranno superate, spesso con l’aiuto di sconosciuti che lo faranno disinteressatamente.

Dopo che ti sarai informato a sufficienza da dissipare i dubbi più importanti, potrai iniziare questa avventura con fiducia. Non c’è alcun motivo per essere ansioso o nervoso, anzi!

Le sorprese saranno tante, così come i sorrisi e i gesti d’altruismo che custodirai gelosamente nei ricordi, come in uno scrigno. Per alcuni il primo Cammino di Santiago è un concentrato di novità “rivoluzionarie”: primo periodo lungo lontano da casa, prima volta con lo zaino, prima volta da soli. Vivilo come fosse un vento, imprevedibile, potente, che soffia verso nuovi orizzonti.

I preparativi per il Cammino di Santiago

scarpe da trekking vicino ad un ostello

Hai consultato siti e letto libri, chiesto ad amici e conoscenti, riflettuto sui pro e contro; infine, dopo mille tentennamenti, i timori iniziali sono stati superati e la decisione è presa: si parte! Ma, come spesso accade, una scelta compiuta ne origina immediatamente altre, facendo quindi scaturire nuovi quesiti:

  • Come si può fare il Cammino di Santiago?
  • Lo percorro per intero o solo una parte?
  • Quale percorso scegliere?
  • Quando partire?
  • Da solo o in compagnia?
  • Bisogna allenarsi per affrontare il Cammino?
  • Quanto costa fare il Cammino di Santiago?

Considerato che questo è il tuo primo Cammino di Santiago, se ne hai la possibilità crediamo sia meglio pianificare con calma i preparativi, l’allenamento e l’acquisto dell’equipaggiamento che ti servirà lungo la Via di San Giacomo. Se, ad esempio, avessi programmato di partire i primi di maggio e fossi poco allenato nonché sprovvisto di equipaggiamento, potresti iniziare ad approntare l’organizzazione del Cammino a gennaio-febbraio o, addirittura a novembre-dicembre dell’anno precedente.

Questa tempistica così larga (che ovviamente potrà essere ben più breve qualora tu abbia già una forma fisica adeguata), ti consentirà di allenarti con estrema gradualità, testando l’equipaggiamento durante tutta la preparazione.

Come si può fare il Cammino di Santiago?

Una delle prime domande che ci si pone prima di intraprendere il pellegrinaggio per Santiago, è proprio quella sulla modalità di fare il Cammino, poiché, contrariamente a quanto si possa credere, percorrerlo a piedi non è l’unica via possibile. Nonostante i numeri siano indubbiamente molto inferiori, il Cammino di Santiago può essere portato a termine anche in bicicletta o a cavallo.

Ognuna di queste modalità ha le sue caratteristiche e peculiarità, ma i consigli comuni a tutte sono mirati alla necessità di procedere con calma, particolarmente durante i primi giorni, percorrendo un numero di chilometri non eccessivo (a piedi intorno ai 20) ed effettuando delle pause durante la tappa.

Se scegli di compiere il tuo primo Cammino di Santiago in bici, assicurati che gli ostelli presso cui ti recherai siano dotati di uno spazio idoneo per custodirla, particolarmente se ha un valore elevato. La tempistica per portare a termine l’itinerario prescelto, sarà circa la metà di quello impiegato a piedi e chiaramente percorrerai più strade asfaltate.

La nostra scelta: a piedi.

È meglio percorrere il Cammino per intero o solamente l’ultima parte?

Questo è un altro argomento molto dibattuto tra gli appassionati camminatori, spesso divisi in due scuole di pensiero: alla prima appartengono coloro che ritengono il Cammino di Santiago un percorso che andrebbe sempre fatto per intero, partendo dalla prima tappa. Qualora non si dovesse disporre del tempo necessario, si completerebbe successivamente, non appena possibile.

Nella seconda, troviamo invece chi afferma che il valore dell’esperienza vissuta non si misuri in funzione dei chilometri compiuti. Pertanto, che si decida di percorrere per intero un cammino breve che in pochi giorni conduce a Santiago o solamente l’ultima parte di un lungo itinerario, questa scelta non altera in alcun modo la profondità dell’esperienza.

Indipendentemente dalle convinzioni personali, le statistiche ufficiali rilasciate dall’Oficina del peregrino di Santiago di Compostela confermano che il luogo di partenza prediletto dai pellegrini è di gran lunga Sarria, cittadina galiziana sul Cammino Francese, che prevede la percorrenza di 110 km e 5 giorni di cammino invece di 800 km in 30 giorni dell’intero itinerario. Questa preferenza si spiegherebbe con il fatto che per ottenere l’attestato di pellegrinaggio (la Compostela, di cui parleremo dopo) è necessario percorrere almeno 100 km a piedi o 200 in bicicletta.

Senza voler entrare nel merito delle valutazioni soggettive, né esprimere giudizi sulle scelte altrui, ci riconosciamo più nella prima opzione, cioè preferiamo iniziare dal principio l’itinerario prescelto (ad esempio da Siviglia per il Cammino de La Plata o da San Jean Pied de Port per il Francese) e cercare di percorrerlo per intero o in periodi diversi se questo non è possibile.

Il fondamento di questa opinione risiede nel fatto che un’esperienza così intensa e profonda può essere apprezzata maggiormente se colma di amicizia, sorrisi, gioie, abbracci, altruismo, condivisione, contrasti, solitudine, riflessione e tantissimo altro; sebbene questi elementi siano presenti anche camminando pochi giorni, non potranno avere la stessa incisività e profondità di quelli vissuti in un mese.

Percorrere solo gli ultimi km sarà un assaggio che magari stimolerà in te la voglia di compierlo per intero, ma potrebbe sottrarre parte dell’emozione che avresti provato “guadagnandoti” Santiago dal primo all’ultimo chilometro. A te la scelta!

Cammino di Santiago prima volta: quale percorso scegliere?

il rifugio di Orisson sul Cammio di Santiago

Il Cammino di Santiago, lungo la sua storia millenaria, è stato percorso da milioni di pellegrini provenienti da praticamente tutto il mondo e nel tempo si sono sviluppate numerose strade per giungere a Santiago di Compostela, particolarmente in Europa.

In epoca contemporanea, per raggiungere il punto di partenza ci si serve di mezzi come l’aereo, ma durante tutti i secoli precedenti il Cammino aveva inizio dalla propria abitazione e lì era necessario tornare a piedi o a cavallo. Questo può fare intuire l’elevato numero di itinerari che si sono sviluppati in tutta Europa, principalmente in quella occidentale, con l’ovvia preminenza della Spagna.

Attualmente le rotte più percorse sono circa una decina nella penisola iberica, che a loro volta si raccordano con le direttrici principali che arrivano da Francia e Italia. Il sentiero principale è quello denominato Cammino Francese (che molti identificano con il Cammino di Santiago stesso), che inizia a San Jean Pied de Port e prosegue per circa 800 km sino a Santiago di Compostela.

Gli altri Cammini principali sono quello Portoghese, il Cammino del Nord, il Cammino Inglese, Il Cammino Primitivo e quello de La Plata. Esistono tantissime strade minori, che spesso confluiscono in quelle principali. Ognuno di questi percorsi ha le proprie difficoltà e caratteristiche, che possono essere legate all’altitudine da superare, alla lunghezza delle tappe o ai chilometri totali da percorrere.

Il nostro consiglio è di iniziare con il Cammino Francese, tuttavia, qualora fossi alla ricerca di una vera sfida, opta per il Cammino del Nord, quello Primitivo o il Cammino de La Plata. Se prediligi i percorsi brevi, potrai scegliere tra il Cammino Inglese o quello Aragonese.

Qual è il periodo più adatto per partire?

Il Cammino di Santiago può essere compiuto in ogni periodo dell’anno, è necessario però scegliere l’equipaggiamento in funzione della stagione e delle temperature previste, nonché considerare che tra novembre e marzo molti ostelli sono chiusi. I mesi prediletti dai pellegrini vanno da maggio a settembre, con il picco di presenze in luglio e agosto.

Indipendentemente dall’itinerario del Cammino di Santiago che hai scelto di percorrere, ti consigliamo di evitare i periodi che presentano le temperature più estreme: ad esempio, sopportare il mese di agosto sul Cammino de La Plata sarà davvero estenuante, così come i mesi freddi sul Cammino del Nord o sul Primitivo.

Il nostro consiglio è quello di partire nel periodo che va dal 15 aprile al 10 giugno (il momento migliore grazie anche al fatto che le giornate sono più lunghe) o dal 31 agosto al 5 ottobre.

Il primo Cammino di Santiago: da solo, con un amico o con la guida?

In questo ambito, propendere per una soluzione piuttosto che un’altra è una scelta davvero personale, legata profondamente anche alle motivazioni che hanno portato alla decisione di intraprendere il Cammino di Santiago. Le possibilità sono infinite: potrai andare da solo, con un amico, con il partner, con enti e associazioni, parrocchie, gruppi di amici, guide professioniste.

Se ti dovesse spaventare l’idea di partire da solo, puoi dare per scontato che non lo sarai praticamente mai! Già all’aeroporto di arrivo, inizierai a vedere pellegrini sprovveduti e in cerca di indicazioni, e da lì sarà facile iniziare a tessere rapporti che si interromperanno e riprenderanno per tutto il Cammino, procurandoti emozioni intense ogni volta che rivedrai quel volto amico.

In ogni caso, se partire senza alcuna compagnia per un’avventura come quella del primo Cammino di Santiago dovesse limitarti a tal punto da rinunciare, potresti prendere in considerazione di organizzarlo con un amico o in gruppo; romperesti così il ghiaccio per il prossimo cammino in solitaria!

Il nostro consiglio: partire da soli.

Prepararsi al cammino, l’allenamento

É ovvio che partire senza alcun allenamento, per quanto non impossibile, non sia consigliabile; quindi meglio procedere con la preparazione per tempo (consigliamo sei mesi prima se sei fuori forma e non hai mai camminato per più giorni, molto meno se sei abituato) e considerarlo come una buona occasione per riprendere l’attività fisica. Allena gradualmente il tuo corpo allo zaino e approfitta di questo periodo per identificare e provare l’equipaggiamento che porterai con te.

Il Cammino di Santiago non è un percorso difficilissimo né può essere considerato alla pari di gare di resistenza o sfide tra professionisti dell’escursionismo. Tuttavia, questo comunque non significa che sia da sottovalutare: il nostro corpo non è assolutamente abituato a camminare 20-30 km al giorno con uno zaino di circa 8-10 chili sulle spalle!

Un corretto allenamento è essenziale, sia per non avere troppi problemi fisici durante il Cammino (non li evita tutti, ma aiuta) sia per far sì che non diventi un’esperienza costellata ogni giorno da dolori, infortuni e farmaci… se così fosse, alla lunga potrebbe prevalere lo sconforto, causando ripensamenti o addirittura il ritorno a casa in anticipo.

Quanto costa fare il Cammino di Santiago?

A questo proposito, uno dei quesiti più posti da chi farà il Cammino di Santiago per la prima volta è quello che riguarda i costi complessivi da sostenere per portarlo a termine. Ovviamente noi possiamo solo stimarli, perché i fattori che influenzano questo aspetto sono davvero innumerevoli. Le spese fisse, nonché le più ingenti, sono certamente quelle relative a cibo, alloggio e viaggio.

Esistono anche altri costi difficilmente quantificabili, come quelli per acquistare parti dell’equipaggiamento danneggiate o smarrite, farmaci, accessi a chiese o musei, souvenir e, in ultimo (ma non da sottovalutare) le spese per la “movida” serale, come tapas, birra, ecc..

Complessivamente, se escludiamo gli importi connessi ai preparativi (equipaggiamento e viaggio, che comunque andrebbero tenuti in conto) il costo giornaliero minimo lungo il Cammino di Santiago ammonta a circa € 30, che può essere ulteriormente limato fermandosi esclusivamente nei più economici albergue parrocchiali e municipali e cucinando in ostello.

Se invece consideriamo una cifra media, che comprende alcune notti in ostelli privati e una minore attenzione nel contenere i costi per svaghi e cibo, si possono considerare circa €40 al giorno (quindi approssimativamente €1200 per un percorso di 30 giorni).

L’equipaggiamento per il tuo primo Cammino di Santiago

Cammino di Santiago prima volta i souvenir

Passiamo adesso ad una parte davvero essenziale del pellegrinaggio a Santiago: l’equipaggiamento. Come abbiamo già detto, l’ideale sarebbe provare ogni componente (abbigliamento, zaino, scarpe, ecc..) durante l’allenamento, in modo da poter integrare o sostituire gli elementi poco efficienti o scomodi; questo consiglio vale ancor di più per le scarpe, che andrebbero assolutamente “rodate” prima di iniziare un lungo cammino.

Il fattore più importante da considerare quando si parla di equipaggiamento è il peso: questo sarà l’elemento cardine nella preferenza sia dello zaino che di ogni oggetto o capo di vestiario che sceglierai di portare con te, considerato che un peso eccessivo dello zaino avrà ripercussioni su schiena, gambe e piedi.

Per questo motivo è consigliabile sempre prediligere abbigliamento tecnico (come la microfibra per asciugamani e biancheria o un pile sottile al posto della classica felpa) e oggetti multiuso con imballaggio ridotto al minimo o assente. In ogni caso è consigliabile non superare i 9 chilogrammi per le donne e gli 11 per gli uomini.

L’equipaggiamento: essenziale, utile e facoltativo

La scelta esatta dell’equipaggiamento da portare sul Cammino di Santiago per la prima volta, potrebbe rivelarsi difficoltosa, perché riuscire a coniugare tutto ciò che viene ritenuto necessario con il contenimento del peso richiede tempo e impegno. É probabile che, la prima volta in cui si affronta un cammino piuttosto lungo, si finisca per portare con sé oggetti inutili e/o superflui.

Per evitarlo, puoi consultare le liste che abbiamo compilato appositamente (trovi il collegamento per consultarle o richiederle in PDF nei link di approfondimento alla fine di questo paragrafo), intanto però qui riportiamo un elenco di oggetti di cui nessun pellegrino può fare a meno:

  • Sacco a pelo, zaino con copertura anti-pioggia, scarpe, cappello, credenziale (di cui parleremo dopo), biancheria e calze da trekking, magliette, pantaloni (lunghi, corti o meglio ancora con la cerniera a metà gamba), pile, k-way o giacca a vento in funzione della stagione, borraccia, torcia da testa, tessera sanitaria, asciugamani in microfibra, piccolo beauty per igiene personale, tappi per le orecchie, ciabatte doccia, sapone da bucato, caricabatterie, ago e filo.

Per quanto riguarda l’equipaggiamento utile e facoltativo, in queste due categorie possiamo ricomprendere tutti gli oggetti che non consideriamo indispensabili e che quindi abbiamo elencato in liste separate, così da permettere le valutazioni soggettive su cosa sia imprescindibile o meno. Vediamone alcuni:

  • Guida cartacea o app, conchiglia per lo zaino (patch o vera), scarpe di ricambio o sandali, crema solare, bastoncini, coltellino svizzero (solo bagaglio in stiva), diario e penna, macchina fotografica, snack (meglio comunque acquistarli sul posto), materassino, cordino e mollette, crema per i piedi, powerbank, ecc..

In linea generale, nel momento in cui si inizia a predisporre lo zaino, non bisogna dimenticare di considerare questi elementi:

  • Tutto ciò che potrebbe servire è disponibile ovunque lungo il Cammino di Santiago: qualunque sia l’itinerario prescelto, abbondano i negozi di tutti i tipi. Quindi non preoccuparti se dovessi aver dimenticato qualcosa! L’unico aspetto che ti suggeriamo di non trascurare è quello relativo ai farmaci con prescrizione medica che già assumi: meglio portarli da casa in numero sufficiente!
  • Valuta i costi del bagaglio da stiva prima di portare con te i bastoncini, il coltellino svizzero o comunque tutto ciò che non è consentito portare in cabina: potrebbe essere conveniente acquistarli direttamente in Spagna.
  • Se dovessi renderti conto di aver portato troppo equipaggiamento, potrai recarti in qualunque ufficio postale Correos e spedire tutto allo sportello di Santiago di Compostela, dove rimarrà in giacenza da 15 a 45 giorni in funzione della tariffa prescelta. In alternativa, potresti considerare di lasciare il superfluo negli appositi spazi per i pellegrini bisognosi presenti in alcuni ostelli.
  • Nella maggior parte degli albergue parrocchiali e municipali è possibile lavare i panni a mano, mentre in quelli privati è spesso presente anche lavatrice e asciugatrice; non sarà pertanto necessario portare molti ricambi di biancheria (tre in totale sono sufficienti) e abbigliamento.
  • Nei percorsi più frequentati come il Cammino Francese o quello Portoghese, i tratti senza negozi, bar o fonti d’acqua sono praticamente inesistenti, e, qualora lo fossero, spesso si trovano furgoni-bar; quindi non serve caricarsi eccessivamente di liquidi e cibo.

La credenziale del pellegrino

La credenziale è quel documento che identifica il pellegrino, una sorta di “passaporto” che consente di accedere agli ostelli riservati a questa tipologia di camminatori, e, al termine del Cammino di Santiago, di ottenere la Compostela, l’attestato che dimostra il pellegrinaggio compiuto.

La credenziale è un pieghevole di carta a fisarmonica che contiene, oltre ai dati personali, numerosi spazi dove sarà necessario apporre un timbro al giorno (due negli ultimi 100 km del percorso), così da attestare la regolare percorrenza del Cammino. È quindi fondamentale non saltare neanche un giorno!

Potrai ritirarla presso il luogo di partenza del tuo pellegrinaggio o richiederla già in Italia, tramite i delegati della “Confraternita di San Jacopo di Compostella” di Perugia, presente in tutto il territorio nazionale. Per maggiori informazioni puoi visitare questa pagina.

Considerato che gli spazi nella credenziale sono limitati, se volessi collezionare altri timbri puoi richiedere il nostro bellissimo prospetto per timbri in PDF! Lo trovi nell’articolo di approfondimento a fine paragrafo (ricordiamo che è solo un gadget e non sostituisce in alcun modo la credenziale ufficiale!)

Per quanto riguarda l’apposizione dei timbri, sarà possibile applicarli negli ostelli o nei principali punti di interesse (musei, chiese, ma anche bar e negozi). Alcuni di essi sono diventati delle piccole opere d’arte, diversi nella foggia, nei colori e immediatamente riconoscibili: proprio per questo motivo, oltre ad essere indispensabile per il ritiro della Compostela, la credenziale diventerà un ricordo prezioso. Durante il Cammino, proteggila sempre dall’acqua, magari inserendola in una custodia di plastica.

Lo zaino e le scarpe per il Cammino di Santiago

una pellegrina con i piedi fasciati

I due elementi più importanti dell’equipaggiamento di ogni pellegrino sono certamente due: lo zaino e le scarpe. Il primo potrai considerarlo come la tua casa per svariati giorni, infatti conterrà tutto ciò che porterai con te. Le scarpe, per alcuni versi, risulteranno essere ancor più importanti: potranno fare la differenza evitando di aggravare i normali fastidi ai piedi causati dallo sforzo ripetuto.

Partiamo dallo zaino, che consigliamo abbia una capienza ricompresa tra i 35 e i 50 litri, elencando le caratteristiche principali di cui dovrebbe essere sempre dotato:

  • Peso a vuoto minore possibile;
  • Una struttura robusta, preferibilmente con lo schienale regolabile in base alla statura;
  • Cerniere di buona fattura;
  • Tante tasche, facili da raggiungere anche mentre lo si indossa;
  • Numerose cinghie di regolazione;
  • Copertura anti-pioggia.

Per effettuare la scelta dello zaino ideale per il Cammino di Santiago, non basarti unicamente sul prezzo, esistono infatti zaini di ottima qualità a prezzi convenienti. Anche in questo caso, il consiglio migliore che si può offrire è quello di provare lo zaino in modo approfondito durante l’allenamento.

Le scarpe del Cammino di Santiago

Ed eccoci alla parte dell’equipaggiamento che più delle altre vede diverse scuole di pensiero tra i pellegrini: le scarpe per il Cammino di Santiago; ma, indipendentemente dalle opinioni personali, il primo consiglio (ormai quasi un mantra) è sempre il medesimo: mai partire con le scarpe nuove!

Per assicurare maggiore comfort ed evitare possibili problemi ai piedi, è necessario che le scarpe siano ben rodate in allenamento, che insomma prendano “la forma” del tuo piede. In questo modo avrai la possibilità di testarle a fondo per controllare se è il modello che fa per te, oltre che adattarle alle tue necessità magari aggiungendo delle solette.

In ogni caso, tra le varie possibilità (sandali, scarpe da trekking, trial running) noi consigliamo quelle da trekking. Assicurati che siano di almeno mezzo numero più grande del tuo, visto che i piedi tendono a gonfiarsi con i chilometri, che abbiano una suola ben costruita e tassellata così da avere un buon grip. Tranne i mesi di luglio e agosto in cui lo consideriamo facoltativo, consigliamo sempre di optare per le scarpe con membrana impermeabile.

Durante il tuo primo Cammino di Santiago, avrai anche un altro dilemma: devo portare un paio di scarpe di ricambio? Anche qui, la risposta è molto soggettiva, ma, qualora dovessi avvertire dolore ai piedi, di sicuro otterrai giovamento cambiando temporaneamente le scarpe. Il nostro suggerimento è di portare i sandali solo nei mesi caldi, mentre scarpe da trial running o comunque comode e leggere in primavera e autunno.

Inizia l’avventura del pellegrinaggio a Santiago: il viaggio

Una volta stabilito l’itinerario del Cammino di Santiago che percorrerai e decisa la data, non resta che prenotare il volo e arrivare al luogo di partenza. Le opzioni sono numerose, ma, per quanto riguarda gli aeroporti le possibilità sono due:

  • Cercare un volo più vicino possibile all’inizio del Cammino prescelto, rischiando però di pagare un prezzo più alto a causa del numero limitato di voli o per gli scali;
  • Prediligere i grandi aeroporti come Madrid o Barcellona e da lì utilizzare autobus o treni.

La scelta tra queste due soluzioni potrai farla solo confrontandole al momento della prenotazione. In ogni caso, se in base ai tuoi programmi dovessi arrivare al punto di partenza del Cammino in serata e magari nei mesi più affollati, ti consigliamo di prenotare il posto letto per la prima notte.

Le maggiori compagnie che collegano l’Italia e la Spagna sono Ryanair, Vueling, Volotea, Iberia e Easyjet; prenotando con il dovuto anticipo e valutando bene le varie opzioni potrai trovare prezzi interessanti.

Ti elenchiamo adesso gli aeroporti più comodi per raggiungere i principali cammini:

  • Cammino Francese: Biarritz, Bordeaux, Lourdes;
  • Cammino del Nord: Biarritz, Bordeaux e San Sebastián.
  • Cammino Primitivo: Aeroporto delle Asturie di Oviedo;
  • Cammino Inglese e di Muxia\Finisterre: Santiago di Compostela.
  • Cammino Portoghese: Porto o Lisbona, Santiago di Compostela per la partenza da Tui.
  • Cammino de La Plata: Siviglia.

Per quanto riguarda gli spostamenti interni, consigliamo di optare per gli autobus, considerato che in Spagna sono molto efficienti e arrivano praticamente ovunque. La compagnia che offre il servizio più capillare è Alsa, ma puoi provare anche con Flixbus, oltre che sfruttare le numerosissime compagnie locali che coprono le strade delle varie comunità autonome. Inoltre, se dovessi preferire il treno, la società principale è Renfe.

Infine, può essere conveniente anche acquistare il viaggio di ritorno da Santiago di Compostela, ricordando però di non prenotare troppo a ridosso della data di arrivo previsto del tuo cammino, considera sempre un paio di giorni di scarto in caso volessi o dovessi fermarti a riposare.

La vita da pellegrino: come si svolge il Cammino di Santiago

la chiesa di Obanos
La Chiesa di San Juan Bautista a Obanos

Dopo tanti preparativi, informazioni, guide e consigli, eccoci dunque al momento di essere davvero pellegrini in cammino… ma come si svolge davvero il Cammino di Santiago? Come è la giornata tipica di un pellegrino?

Prima alcune considerazioni: innanzitutto è importante non esagerare con i chilometri, particolarmente i primi giorni, perché alla lunga gli sforzi potrebbero causare delle tendiniti, problema che per essere risolto necessita di più giorni di riposo assoluto.

La distanza media giornaliera di una tappa del Cammino di Santiago è di circa 25 km, per un tempo di percorrenza medio di 6 ore, 6:30. Consultando qualsiasi guida facilmente reperibile in commercio, troverai delle tappe già prestabilite, ma non sono obbligatorie: se tu volessi percorrere una distanza minore o maggiore, potrai tranquillamente fermarti in una località e cercare un alloggio per la notte.

A questo proposito, lungo i cammini più frequentati e particolarmente nei mesi estivi, è preferibile non fermarsi nelle località di fine tappa più consigliate dalle guide, ma nel paese precedente o successivo. Questo perché potresti avere difficoltà nel trovare un posto letto negli ostelli parrocchiali o municipali, trovandoti costretto a rivolgerti ai più costosi privati.

Altro aspetto è la sicurezza: per quanto il Cammino di Santiago sia generalmente sicuro, è sempre preferibile prendere delle precauzioni, le stesse che probabilmente già metti in atto in Italia. Potresti ad esempio pagare prevalentemente con il bancomat, così da non avere molto contante, tranne qualche decina di euro per le piccole spese. Porta sempre con te portafogli e oggetti di valore (magari in un marsupio) e non lasciarli nello zaino o nella camera dell’ostello; di notte, meglio metterli dentro il sacco a pelo.

Un ultimo suggerimento: se puoi, limita l’utilizzo della tecnologia e dei social network. Il Cammino di Santiago, se percorso interamente, assicura un reale distacco dal contesto di tutti i giorni e un’immersione in uno stimolante ambiente eterogeneo pieno di spiritualità e fratellanza. Sarebbe un peccato non approfittarne pienamente!

In marcia: il Cammino di Santiago e la tappa giornaliera

Iniziamo da qui, descrivendo come si svolge una normale tappa del Cammino di Santiago: innanzitutto sveglia presto (noi suggeriamo le 6:30-7), colazione in ostello se possibile, altrimenti nel primo bar aperto (che in Spagna potrebbe voler dire alle 9…); poi in marcia. Durante la tappa, non dimenticare di riposarti per qualche minuto ogni ora e mezza circa e di bere spesso, particolarmente nei mesi caldi.

Fai uno o più spuntini durante la mattinata e cerca di trovare il tuo passo, senza badare a quello altrui, che potrebbe essere troppo spedito! Scoprirai pian piano che, se anche dovessi avere qualche dolorino la mattina, durante la tappa di solito si attenuerà, consentendoti di terminarla con calma. Controlla i piedi, e, se dovessi vedere un corso d’acqua, approfittane per dare loro un po’ di sollievo immergendoli nell’acqua fresca.

Se la tappa prevede l’arrivo nel pomeriggio, pranza in modo leggero e nutriente, magari comprando del pane fresco in panaderia, dei salumi o una tortilla. Per risparmiare qualcosina, potresti fare la spesa in un supermercato il giorno precedente (senza appesantire troppo lo zaino però!) così da avere anche qualcosa per la colazione e lo spuntino di metà mattina.

Durante il Cammino di Santiago, particolarmente se hai scelto di partire da solo, uno degli aspetti che più arricchirà la tua esperienza di pellegrino sarà certamente il confronto con tutte le persone che incontrerai. Potrai ascoltare punti di vista differenti, aneddoti e storie di persone provenienti da contesti certamente differenti dal tuo. Parla con loro e goditi queste conversazioni, leggere o profonde che siano.

I tuoi punti di riferimento per tutto il percorso saranno tre: la freccia gialla, la conchiglia e la Croce di San Giacomo. Saranno i primi due i simboli che ti indicheranno la strada giusta, li troverai dipinti o applicati un po’ ovunque: su pali, muri, cippi, sull’asfalto, cartelli stradali, ecc.. Se anche dovesse capitare di perderti o di sbagliare un bivio, non preoccuparti! Tutti gli abitanti del luogo sono abituati ai pellegrini e ti indicheranno subito la retta via, spesso senza neanche bisogno che tu lo chieda.

Il fine tappa e l’arrivo in ostello

bar a santa catalina de samoza

Dopo tanto camminare, finalmente si avvicina il meritato riposo, ma non così in fretta! Intanto, ti consigliamo di non arrivare troppo presto in albergue (ad esempio verso mezzogiorno o l’una), perché tanti aprono alle due o addirittura alle tre, quindi ti toccherebbe aspettare fuori. In quest’ultimo caso, solitamente si lascia il proprio zaino vicino alla porta, così da predisporre una fila in ordine di arrivo.

Una volta entrati in ostello, dopo la registrazione, la prima cosa da fare è srotolare il sacco a pelo sul letto che ti è stato assegnato, così da “segnalare” agli altri pellegrini che è occupato, e, appena dopo, uno dei piaceri della giornata: una bella doccia calda! (non troppo lunga però, perché l’acqua calda in alcuni ostelli potrebbe non essere sufficiente per tutti, quindi meglio usarne il meno possibile).

Se dovessi riuscire a resistere alla tentazione di testare la comodità del letto (!), l’ideale sarebbe certamente fare subito il bucato, in modo da essere certi che abbia il tempo di asciugarsi. In tutti gli ostelli troverai un lavatoio per il lavaggio a mano e uno spazio per stendere, ma, in alternativa, in molti albergue privati potrai utilizzare lavatrice e asciugatrice.

Una volta terminate queste prima incombenze, a te la scelta! Relax? Socializzazione con gli altri pellegrini conosciuti durante la tappa? Giro turistico-culinario della città? Tapas?

Con un po’ di buona volontà (e se non sei arrivato tardi) potresti riuscire a realizzare tutte queste cose, per poi terminare la giornata con una bella cena, cucinata in ostello o sfruttando i tanti ristoranti e il loro menù del peregrino.

La giornata giunge al termine, e, considerando che nella maggior parte dei casi gli ostelli chiudono la porta alle 22, è arrivata proprio l’ora di una bella dormita. Se possibile, meglio preparare lo zaino e utilizzare i bagni la sera, in modo da prepararsi con maggiore calma e non rischiare al mattino di fare la fila per usufruire dei servizi igienici. Buonanotte!

I nostri consigli

Per compiere il tuo primo Cammino di Santiago più agevolmente possibile, il consiglio che possiamo darti è sicuramente quello di prenderti cura del tuo corpo, monitorando sempre la situazione, particolarmente dei piedi. Gli inconvenienti più frequenti sono sicuramente due: vesciche e tendiniti.

Per quanto riguarda le prime, il modo migliore per ridurne l’insorgenza è quello di utilizzare scarpe a cui il piede è abituato, calze tecniche, applicare una crema come la vaselina prima di camminare, controllare eventuali irritazioni e arrossamenti e proteggere la parte interessata prima che la vescica si formi.

Le tendiniti invece sono meno gestibili, infatti, escludendo i tentativi di limitare i fastidi con rimedi acquistati in farmacia e\o riducendo i chilometri giornalieri, negli altri casi sarà necessario fermarsi per il tempo necessario alla guarigione. Vediamo adesso qualche altro suggerimento:

  • Tutti gli itinerari del Cammino di Santiago attraversano luoghi colmi di bellezze artistiche, culturali e naturali. Nei limiti del possibile cerca di visitarli, compatibilmente con il tempo e la stanchezza: ne varrà la pena! Scatta qualche foto per ricordo, senza tralasciare le più importanti: quelle con coloro che ti hanno accompagnato lungo la strada.
  • Cura l’alimentazione: meglio mangiare più spesso, variando la tipologia di cibo, che fare pochi pasti più abbondanti. Non dimenticare di assaggiare i piatti tipici delle varie comunità autonome, troverai certamente ciò che incontra i tuoi gusti.
  • Se dovessi scegliere un periodo dell’anno in cui sono presenti pochi pellegrini o un percorso con un’affluenza minore, potresti trovare alcune attività chiuse: in questo caso meglio portare un po’ di acqua in più e qualche snack nello zaino.
  • Per proteggerti dal sole, usa un cappello e, se dovesse essere necessario in base al periodo dell’anno, la crema solare (potrai tranquillamente acquistarla in cammino).
  • Non scoraggiarti se dovessi avvertire dolori o eccessivo affaticamento: ci saranno momenti, specialmente al mattino, in cui le gambe ti sembreranno legnose e quasi avrai difficoltà a camminare. A meno che non siano problematiche muscolari o articolari serie (per cui ti consigliamo di rivolgerti subito ad un medico), i dolori passeranno. Dai il tempo al tuo corpo di abituarsi al grande sforzo cui lo stai sottoponendo, ti sorprenderà scoprire quanto siano ingenti le risorse e incredibile la capacità di recupero.

La meta di ogni pellegrino: l’arrivo a Santiago di Compostela

Hai affrontato una lunga strada, provato innumerevoli emozioni: gioia, felicità, scoramento, commozione. Hai tenuto duro con tenacia e perseveranza. Ma l’avventura è finita, la meta è raggiunta. É davvero difficile descrivere cosa si prova nel momento dell’arrivo, dopo così tanti chilometri fatti, dopo tante emozioni provate e tanti splendidi ricordi donati dalle persone che con le quali tutto ciò è stato condiviso.

Già dal momento in cui, a Monte do Gozo, (Monte della Gioia, distante circa 5 km da Santiago), vedrai per la prima volta la sagoma delle guglie della Cattedrale, proverai certamente una sensazione fortissima, per alcuni mista già a nostalgia; un miscuglio di soddisfazione per aver portato a termine un’impresa che credevi impossibile e nostalgia precoce pensando a quando tutto sarà finito.

Questo momento è così soggettivo, anche perché sovente legato alle aspettative riposte nel primo Cammino di Santiago, che potrebbe essere vissuto differentemente da ogni pellegrino. Non c’è un modo giusto o sbagliato di “assaporare” un momento così atteso, quell’attimo in cui vedrai stagliarsi davanti a te la meravigliosa Cattedrale di Santiago de Compostela. L’unico consiglio che possiamo darti è quello di lasciarti andare, permettendo a tutte le emozioni che scaturiranno di fluire naturalmente dal cuore.

La Cattedrale di Santiago e la Compostela

vedere la Cattedrale di Santiago di Compostela al primo Cammino di Santiago

Dopo aver contemplato l’imponente facciata della Cattedrale da Plaza de Obradoiro e festeggiato l’arrivo con i tuoi compagni di cammino, probabilmente vorrai portare a termine (e chi non lo fa? ;)) tre azioni tipiche della fine del Cammino di Santiago: ritirare la Compostela, visitare l’interno della Cattedrale e assistere alla messa del pellegrino.

Per ritirare l’attestato di fine pellegrinaggio, dovrai recarti presso l’Oficina del Peregrino, sita a pochi minuti dalla Cattedrale in Rúa das Carretas 33. Dal 2019 è possibile prenotare il ritiro della Compostela, compilando sul sito ufficiale un modulo contenente i propri dati e l’itinerario compiuto. All’arrivo presso l’Oficina del Peregrino potrai scansionare il codice Qr e conoscere l’orario indicativo di consegna.

I requisiti richiesti per ottenerla sono: aver percorso almeno 100 km a piedi (200 in bicicletta o a cavallo), dimostrandolo tramite l’apposizione dei timbri sulla credenziale ufficiale, dichiarare la motivazione per la quale è stato compiuto il Cammino di Santiago (se non fosse spirituale o religiosa ti verrà rilasciato solo un certificato di benvenuto e non la Compostela).

Inoltre, potrai richiedere (prenotandola magari già durante la compilazione del modulo online), il Certificato di distanza, un’ulteriore pergamena che attesta chilometraggio compiuto, luogo di partenza e itinerario.

Eccoci quindi ad uno dei momenti più attesi da ogni pellegrino che ha portato a termine il Cammino di Santiago: la visita alla Cattedrale di Santiago di Compostela, dove secondo la tradizione riposa l’apostolo Giacomo. Prima di entrare però, ricorda che non è consentito portare con sé lo zaino, quindi sarà meglio farlo custodire presso un deposito o lasciarlo all’ostello che hai scelto per passare la notte.

Illustrare le meraviglie che troverai all’interno in poche parole è praticamente impossibile, ma certamente non potrai esimerti dall’ammirare la statua di Santiago, il Portico della Gloria e la sua colonna centrale, la Porta Santa (aperta per tutto il 2022 in occasione dell’Anno Santo), l’urna posta sotto l’altare, il magnifico organo e infine il leggendario botafumeiro.

Quest’ultimo è un enorme incensiere ancorato al soffitto, che, tramite una carrucola e delle corde azionate da 8 tiraboleiros, viene fatto oscillare lungo la navata della Cattedrale. Non viene sempre messo in funzione, ma, se dovessi riuscire a vederlo, sarà uno dei momenti più emozionanti della messa del pellegrino, davvero imperdibile!

Le vie di Santiago di Compostela e il chilometro zero

Dopo questo incredibile turbinio di emozioni e sensazioni così intense che ti ha riservato la fine del tuo primo Cammino di Santiago, è arrivato il momento di visitare la splendida città di Santiago de Compostela, Patrimonio dell’Umanità Unesco.

Il suo centro storico è perfettamente conservato e riserva moltissimi negozi e locali dove assaggiare l’ottima cucina tipica di questa zona della Galizia. Non perdere inoltre la visita ai numerosi musei, tra cui quello della Cattedrale, al Mercado de Abastos e ai tanti parchi cittadini.

Una delle tradizioni più seguite da tutti coloro che percorrono il Cammino di Santiago, è quella di arrivare sino a Finisterre, la cittadina in riva all’Oceano Atlantico dove anticamente si credeva finisse il mondo. Potrai recarti presso questa località (e anche a Muxia, altro centro molto visitato) sia a piedi che in autobus. Nel primo caso, seguirai lo specifico Cammino, della durata di tre giorni, impiegandone eventualmente un quarto per arrivare a Muxia.

Sia a Finisterre che a Muxia avrai la possibilità di vedere il famosissimo cippo con il chilometro 0,00, che rappresenterà davvero la fine del tuo Cammino di Santiago. Fermati presso il faro di Finisterre e ammira il tramonto sull’oceano, è uno dei momenti più attesi, nonché un incantevole epilogo per questa lunga e incredibile avventura.

La fine del primo Cammino di Santiago: il ritorno a casa

il Monastero di Samos sul Cammino di Santiago
Il Monastero di Samos

Come per tutte le esperienze vissute, anche il Cammino di Santiago ha una fine e dunque prima o poi arriverà il momento di tornare a casa. Se il tuo percorso è durato molto, magari un mese, riprendere la solita routine non sarà propriamente agevole, infatti sentirai una sorta di nostalgia per tutto ciò che hai vissuto in Cammino, provando quella che alcuni definiscono santiaghite.

È piuttosto normale che avvenga, per questo è una buona idea tenersi impegnati riprendendo le normali abitudini e magari inserendo qualcosa che favorisca la socializzazione e lo svago. Quello che è davvero importante però, è cercare di inserire nella vita di tutti i giorni i valori e le sensazioni provate ogni giorno durante il Cammino di Santiago, tra cui altruismo, amicizia e fiducia.

Una delle lezioni più importanti che questa esperienza può donare è proprio la constatazione che esistono molte persone che credono nella bontà e nella generosità fine a sé stessa, aprendo il loro cuore agli altri senza chiedere nulla in cambio. Non tutto andrà esattamente come avevi previsto, ma, in un modo o nell’altro, a volte inspiegabilmente, ogni cosa andrà per il verso giusto.

I ricordi del Cammino e i segni che rimangono addosso

Uno dei consigli che viene spesso dato ai pellegrini al loro primo Cammino di Santiago è quello di tenere un diario, affinché si abbia un posto in cui cristallizzare i ricordi, annotando i particolari che nel tempo tendono ad affievolirsi. Affidare alla scrittura le impressioni più significative, anche solo per pochi minuti al giorno, sarà innanzitutto un dono che farai a te stesso, perché rileggendo i tuoi appunti potrai rivivere i momenti più importanti del Cammino.

Un altro modo piuttosto diffuso di portare con sé un pezzetto del Cammino di Santiago è quello di acquistare dei souvenir ad esso legati o di tatuare sulla pelle un’immagine che lo ricordi. In entrambi i casi questi simboli, insieme a foto e video, rappresenteranno un mezzo per tornare con la mente lungo quei sentieri e ricordare con affetto questa incredibile esperienza.

Se vuoi annotare i particolari più intriganti e divertenti del tuo Cammino di Santiago non puoi fare a meno del nostro “Identikit del pellegrino” in PDF, che troverai nell’articolo indicato negli approfondimenti a fine paragrafo.

Ma adesso veniamo a una delle domande piuttosto ricorrenti: il Cammino di Santiago cambia la vita? L’unica risposta plausibile a questa domanda è: potrebbe accadere, ma non necessariamente a tutti coloro che lo compiono. Infatti, nella maggior parte dei casi, percorrere il Cammino sarà un’avventura indimenticabile, che rimarrà nel proprio cuore e in quello di coloro a cui riusciremo a trasmetterne il significato.

In altri casi potrebbe lasciare una traccia non necessariamente profonda, simile alla sensazione che si può provare dopo essere rientrati da una lunga vacanza in un luogo esotico. Ad alcuni invece il Cammino ha cambiato la vita, nel senso che ha accelerato processi di cambiamento già in corso o addirittura ha permesso un radicale cambiamento, elaborato grazie al tempo di riflessione e approfondimento concessosi durante le lunghe giornate passate sui sentieri.

Più spesso, il cambiamento si concretizza nella maggiore consapevolezza di sé e della propria forza, maturata in seguito alla presa di coscienza della propria tenacia e determinazione finalizzata al raggiungimento degli obiettivi nonostante gli ostacoli.

Donare agli altri un po’ della magia del Cammino

Una constatazione comune a molti pellegrini di ritorno dal Cammino di Santiago, sta nel fatto che molti dei ricordi più vividi sono legati alle persone e ai luoghi in cui queste conoscenze si sono concretizzate o rafforzate. Questo accade probabilmente perché durante il pellegrinaggio sono le azioni a contare più di ogni altra cosa, a qualificare la persona al di là della posizione sociale o della provenienza.

Tra i luoghi in cui è possibile respirare davvero quello che rappresenta il vero spirito del Cammino di Santiago, troviamo certamente gli ostelli gestiti da volontari, nella maggior parte dei casi essi stessi pellegrini, che svolgono il compito di accogliere coloro che si fermano per la notte.

Questi luoghi operano prevalentemente con il donativo, cioè l’offerta libera, e sono gestiti da parrocchie o associazioni. Ciò che li accomuna è la volontà di fondare il loro modo di agire sulla generosità, la condivisione spontanea e l’altruismo. In alcuni di essi è anche prevista la cena in comune, preparata con il contributo di tutti, che si rivelerà essere un momento di aggregazione in cui ognuno potrà dare il proprio apporto e la propria disponibilità agli altri.

Essere un hospitalero (ospitaliere in italiano) ti permetterà quindi di condividere con gli altri parte di tutto quello che hai ricevuto sul Cammino di Santiago, consentendoti di portare dentro te stesso per lungo tempo la “magia” del Cammino. Per maggiori informazioni su come si diventa hospitalero, ti rimandiamo all’articolo di approfondimento.

Il Cammino di Santiago prosegue nella vita di tutti i giorni

Siamo quindi giunti alla fine di questo lungo viaggio e della nostra guida al tuo primo Cammino di Santiago. Cosa dunque portare con sé dopo aver concluso questa magnifica avventura? Indipendentemente dalle motivazioni che ti spingeranno a partire, certamente il Cammino lascerà dentro di te un segno indelebile, consentendoti di trasmettere quei valori anche a chi ti sta vicino.

In questo modo, è come se il Cammino di Santiago non finisse mai, perché in fondo è proprio questo l’obiettivo finale: scoprire sé stessi e arricchire il proprio percorso di vita, camminando lungo una strada che ha come destinazione finale la propria crescita personale.

Potrebbe anche interessarti